Chi siamo

Siamo un'azienda di ricerche di mercato che da quarant'anni dà voce e forma al pensiero di milioni di persone nel mondo. Esplorando ed indagando evidenziamo le potenzialità dei mercati ed i loro andamenti.

La nostra offerta

Sappiamo che ogni individuo è di volta in volta cittadino, utente e consumatore. Per questo crediamo che la specializzazione sia un elemento chiave per garantire alti standard qualitativi ai nostri Clienti.

Leader globale

Siamo leader nel settore delle ricerche ad hoc e siamo la terza società di ricerca a livello globale. Attualmente siamo presenti in 87 paesi e gestiamo oltre 5 mila clienti nel mondo.

News e Pubblicazioni

Le ultime novità dal mondo Ipsos

Ipsos View 2016

Ipsos Views Series è stata ideata per fornire ai nostri clienti e stakeholder un nuovo punto di vista e una nuova prospettiva sul mondo della ricerca, sui consumi e sui compartamenti di acquisto e fruizione dei media del consumatore del nuovo millennio. 

I primi tre documenti, redatti a partire da gennaio, includono:

  • una guida essenziale ai Big Data e alle Neuroscienze e un summary report della indagine Ipsos sul pericolo delle percezione: Perils of Perceptions
  • nuove analisi e spunti di riflessione per capire in profondità e interagire con il consumatore del futuro
  • Point of view su come le nuove tecnologie stia cambiando il modo di fare ricerca

 

25 Lug 2016

Ipsos lancia Insight Cloud: un accurato ecosistema di insight

In un’era digitale inondata di informazioni, per assicurarsi il successo, i responsabili di azienda hanno bisogno di un sistema informativo che vada oltre i dati.

Riconoscendo la crescente esigenza di trovare informazioni rilevanti e dare loro un senso, Ipsos ha sviluppato Insight Cloud, una piattaforma sempre on per un sistema informativo in continua interazione. La soluzione su base cloud facilita il processo di cura degli insight ottenuti da molteplici fonti e reinventa la connessione, condivisione ed attivazione degli insight all’interno dell’organizzazione del cliente.

Il nostro settore sta cambiando” commenta Jacquie Matthews, Amministratore Delegato di Ipsos UU, che continua: “In quest’epoca di ubiquità dei dati, abbiamo bisogno di fornire qualcosa di più di informazioni ai nostri clienti. Ciò di cui abbiamo bisogno è una fonte di ispirazione. La nostra cura in Insight Cloud significa fare leva sulla tecnologia, e cosa più importante, sulle persone giuste, per dare un senso a queste informazioni trasformandole in insight che alimentano creatività, innovazione e idee vincenti.”

Insight Cloud permette ai clienti di:

•          Prendere decisioni più veloci e passare ad iniziative di mercato in modo più rapido

•          Vedere la conoscenza attraverso le lenti delle domande di business

•          Costruire una cultura dell’apprendimento e mettere esperti in collegamento per una migliore riflessione comune

•          Comprendere che cosa è stato imparato nelle altre unità aziendali ed evitare di replicare gli stessi progetti

•          Risparmiare tempo e risorse con un accesso veloce alle informazioni più importanti

Organizzazioni in continuo processo di apprendimento hanno bisogno di andare oltre il livello progettuale,” ha aggiunto Rollo McIntyre, Responsabile Globale Innovation presso Ipsos UU, che continua: “Noi ci prendiamo cura di un ecosistema vivente di insight e osservazioni per i clienti per vedere che cosa sanno e che cosa non sanno, per costruire sulle informazioni esistenti e accelerare il processo di apprendimento.

Nell’ultimo anno Insight Cloud è stato testato con progetti pilota con i clienti e fa leva sugli esistenti sistemi di gestione della conoscenza – per ispirare, non informare.

29 Giu 2016

The Most Influential Brands 2016

CHE COSA E’ UNA MARCA?

E’ un nome. Un simbolo. Un concetto. Un’esperienza. Un modo di vivere. E molto, molto altro.
La gran parte della nostra vita è “brandizzata”. Dall’automobile che si guida, al telefono che si usa, dal caffè che si beve, al pezzo di plastica per pagare tutto questo. Nel mondo onnipresente delle marche, alcune si distinguono dalla massa, perché riescono a creare qualcosa di più di una semplice esperienza e perché riescono a suscitare qualcosa di più di una reazione emotiva. Queste marche hanno Influenza. E in alcuni casi, questa influenza ha davvero cambiato il nostro mondo.
Abbiamo definito e misurato i vari driver dell’Influenza, e in questo documento vi offriamo una overview sulle grandi marche che più influenzano gli italiani.

MA CHE COSA È L'INFLUENZA? E COME LA DEFINIAMO E LA MISURIAMO?

Essere influenti significa avere un effetto, un impatto sulla vita delle persone. Le marche più influenti sono parte della nostra vita quotidiana, della nostra routine e, in definitiva, contribuiscono a rendere la vita migliore, più interessante e più significativa. Essere influenti non è un compito facile.
Per essere influenti bisogna essere rilevanti e avere un impatto sul modo in cui le persone vivono. L’Influenza suscita forti reazioni emotive, ispira l'azione, e crea qualcosa con cui le persone si identificano. Le marche più influenti sono importanti nel nostro mondo perché sanno cosa è importante per le persone e riescono dunque a stabilire questa connessione.

 

STUDIANDO L'INFLUENZA, ABBIAMO IMPARATO ALCUNE COSE

Che cos’è l’Influenza e come si misura? Cosa Guida il successo delle marche più influenti? 

La risposta non è così semplice. L'influenza è complessa, e ci sono diversi fattori che entrano in gioco. Per lo studio Most Influential Brands, sono state indentificate cinque dimensioni chiave che contribuiscono all’Influenza. Queste cinque dimensioni sono: Trust (fiducia, affidabilità), Engagement (coinvolgimento), Corporate citizenship (impegno e ruolo sociale), Leading edge (innovazione, capacità di far tendenza), Presence (presenza).

 

22 Giu 2016

Marketing Innovation Hub. Ruolo e Performance dei Social Media nella gestione aziendale

Il 28 giugno 2016, alle 9.30 presso l’aula Martini, edificio U6, dell’Università di Milano-Bicocca si terrà il convegno “Marketing Innovation Hub. Ruolo e Performance dei Social Media nella gestione aziendale” del ciclo Criet Incontra 2016.

In questo primo incontro discuteremo di come il panorama competitivo nel quale operano le imprese sta vivendo cambiamenti importanti a seguito dell’introduzione delle moderne tecnologie di comunicazione 2.0. Nonostante i social media abbiano ormai un utilizzo diffuso, è fondamentale capire quali sono le modalità gestionali e gli strumenti che permettono di ottenere maggiore efficacia e migliori performance al fine di orientare le relative strategie aziendali. CRIET, in collaborazione con ilFAC – TBS Group e IPSOS, hanno realizzato una ricerca sul ruolo e le performance dei Social Media nella gestione aziendale con uno studio che ha coinvolto circa 300 imprese presenti in Italia, Francia, Germania e Spagna. Durante il convegno CRIET Incontra, saranno divulgati i risultati della ricerca che ha indagato la diffusione e le modalità di utilizzo dei social media, realizzando una mappatura degli obiettivi e delle attività perseguiti dalle imprese e i relativi riflessi sulle modalità di utilizzo: piattaforme utilizzate, budget allocation, organizzazione gestionale, modalità di misurazione dell’impatto e percezioni di efficacia dell’utilizzo dei social e le loro potenziali criticità.

La partecipazione all’evento è gratuita previa iscrizione al seguente indirizzo mail:marketing.innovation.hub@unimib.it.

Scarica il programma completo

 

 

21 Giu 2016

Elezioni Amministrative 2016

A conclusione della lunga campagna per le amministrative, dopo i ballottaggi, pubblichiamo le nostre analisi del voto.

Troverete una serie di dati:

  • La comparazione del voto rispetto alle politiche 2013 analizzato per capoluoghi di regione, per il totale dei comuni superiori e per i comuni superiori dove erano presenti, in maniera chiaramente distinguibile, le due coalizioni (centrodestra e centrosinistra) e il MoVimento 5stelle;
  • I flussi di voto: per Milano sia nel passaggio dalle politiche 2013 alle amministrative 2016, sia nel passaggio dal primo turno al ballottaggio su dati reali. Per Roma passaggio dalle politiche 2013 alle amministrative 2016 su dati da sondaggio e per Torino nel passaggio dal primo turno al ballottaggio su dati reali;
  • I profili degli elettori per le principali città (Milano, Roma e Torino) sul ballottaggio;
  • L’effetto candidato: un piccolo gioco che ci aiuta a capire quali sono stati, al primo turno, i candidati forti e capaci di portare un consistente consenso personale e quali invece non sono stati particolarmente apprezzati dagli elettori.

Ma tutti questi dati vanno guardati con attenzione e, potremmo dire, con distacco, poiché tutte le analisi rischiano di essere se non fallaci, almeno discutibili. Per diverse ragioni:

  • La difficile comparabilità dei dati. Se infatti si scegliesse di comparare i risultati alle precedenti tornate amministrative, ci si troverebbe di fronte ad un impetuoso incremento dei 5stelle. Dato assolutamente vero, beninteso, ma superato, poiché nel frattempo ci sono state le elezioni politiche che hanno sancito la rilevante presenza di questa formazione nell’arena politica. Se si scegliesse di compararli con le Europee 2014 si produrrebbe anche qui una distorsione: sono state il momento, presumibilmente irripetibile, del più elevato consenso recente al PD. In questo caso troveremmo un crollo di questo partito, dato vero anch’esso ma di dubbia utilità interpretativa. Abbiamo quindi deciso di comparare i risultati con le politiche 2013. Anche qui con almeno caveat: una partecipazione decisamente più elevata rispetto alle attuali amministrative e quindi due platee parzialmente distinte, nonché motivazioni di voto palesemente differenti. Anche questa comparazione, per quanto forse la più attendibile, non è del tutto affidabile;
  • La difficoltà nell’identificare precisamente le coalizioni. In molti comuni si registra una diffusa presenza di liste civiche, non sempre chiaramente collegabili ad una o all’altra coalizione. Elemento che rende ulteriormente complessa e aleatoria la comparazione dei dati;
  • La difficoltà nel dare un peso effettivo ai principali partiti. Come per le coalizioni, la comparazione dei principali partiti manifesta margini di ambiguità. Per quanto chiaramente identificabili, in molti casi si registra la presenza di liste del sindaco che drenano voti di questi stessi partiti. Anche qui comparazione discutibile. Per questo, salvo naturalmente il caso dei pentastellati, abbiamo deciso di comparare le coalizioni;
  • La scarsa omogeneità. In diversi comuni il MoVimento 5stelle non si è presentato, in altri mancano coalizioni o partiti (emblematico il caso di Salerno). La lettura sul totale quindi non è del tutto corretta. Per questo abbiamo deciso di aggiungere un’analisi solo sui comuni dove erano presenti tutte e tre le forze.

A queste motivazioni potremmo aggiungerne altre (ad esempio la plateale differenza nel comportamento di voto delle città, funzione dell’offerta politica e della capacità coalizionale, come evidenziano i risultati di Forza Italia, praticamente scomparsa a Torino, in piena salute a Milano), ma queste crediamo siano sufficienti. Ci sembrano quindi dati utili alla lettura, ma che difficilmente consentono di trarre conclusioni definitive.

Non sfugge però il significato politico di queste consultazioni.

  • Per il PD è la prima vera prova della leadership di Renzi proiettata sul referendum costituzionale. La sconfitta di Fassino a Torino e le difficoltà a Roma e a Napoli indicano il rischio di un percorso accidentato, tanto più che emerge, nelle grandi città e anche dove vince una difficoltà di relazione con le periferie e con l’anima più popolare;
  • Per il centrodestra è un passaggio complesso: non è in discussione solo la leadership ma la struttura stessa della coalizione. Il primo turno ha indebolito la Lega. La mancata vittoria di Parisi rende più difficile affermare un percorso di coalizione imperniata sulle forze più moderate. Ma d’altronde sembra essere questa l’alleanza più competitiva;
  • Per il MoVimento 5stelle è la scommessa di affermarsi come forza di governo facendo dimenticare le diffuse difficoltà che emergono nelle città che attualmente amministra. Governare la capitale è infatti un’impresa di enorme difficoltà. Ma il vero banco di prova probabilmente sarà Torino, una grande metropoli del Nord in cui dimostrare di essere all’altezza delle sfide economiche e competitive a livello internazionale. In questo percorso sarà strategico il consolidamento di una nuova classe dirigente.

Ringrazio moltissimo i preziosi collaboratori che hanno contribuito a queste analisi: Eva Sacchi, Mattia Forni, Aldo Cristadoro e Lucio Formigoni.

Luca Comodo, direttore dipartimento politico-sociale Ipsos Public Affairs

20 Giu 2016

Come far crescere la propria marca?

Le aziende vogliono conoscere come funziona la propria marca e come possono migliorarne le performance. Sono domande semplici con risposte complesse, risposte che nascono dalla vita delle persone. Le marche esistono in un mondo in continuo cambiamento. Il comportamento delle persone è soggetto a rivoluzioni continue.

In questo secondo Point of View Luciano Maccarani, Senior Researcher Ipsos Marketing and Global Censydiam Programme Coordinator, ci racconta quali sono i passi per far crescere la propria marca.  

I learnings e la nostra esperienza decennale forniscono tre spunti per capire come far crescere una marca:

•Avere un network mentale forte e positivo

•Legare il network della propria marca ai bisogni e alle occasioni chiave della categoria

•Agire perché la propria marca sia la prima della lista

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08 Giu 2016