Chi siamo

Siamo un'azienda di ricerche di mercato che da quarant'anni dà voce e forma al pensiero di milioni di persone nel mondo. Esplorando ed indagando evidenziamo le potenzialità dei mercati ed i loro andamenti.

La nostra offerta

Sappiamo che ogni individuo è di volta in volta cittadino, utente e consumatore. Per questo crediamo che la specializzazione sia un elemento chiave per garantire alti standard qualitativi ai nostri Clienti.

Leader globale

Siamo leader nel settore delle ricerche ad hoc e siamo la terza società di ricerca a livello globale. Attualmente siamo presenti in 88 paesi e gestiamo oltre 5 mila clienti nel mondo.

News e Pubblicazioni

Le ultime novità dal mondo Ipsos

Ipsos Flair 2017: la realtà su misura

Il volume di quest’anno, che si intitola “Italia 2017: una realtà su misura”, è dedicato all’analisi e alla lettura di un mondo che diventa sempre più complesso e sfuggente, sempre più sfaccettato e individualizzato. Una realtà su misura anche per sottolineare come quest’ultima viene percepita dagli italiani contemporaneamente minacciosa e attraente, indecifrabile e amichevole, terrorizzante e confortante in una costante ambivalenza interpretativa nella quale, sempre più spesso, l’altro e il diverso è vissuto come un nemico.

Gli Italiani si trovano intorno alla difficoltà nel governare il loro rapporto con la realtà, una realtà che in particolare vivono come un’aggressione. Aggressione esterna, portato di fattori esogeni o percepiti come tali. Sotto un certo aspetto la globalizzazione, l’Europa, la crisi economica, i flussi migratori provocano reazioni sempre più incattivite difficili da controllare. Ma anche fattori endogeni, primo fra tutti il tema della difficoltà della politica a farsi carico delle sofferenze sociali, commenta Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia, che continua: In sostanza è stato questo il segnale mandato dal voto referendario. I ceti più esposti alla crisi, i segmenti del ceto medio che si impoveriscono, le realtà periferiche, hanno votato no.”

In questo mondo così complesso e bifronte le persone si ritagliano un pezzo di realtà confortevole, una propria e personale confort zone evitando per quanto possibile che il resto che confligge entri nella propria vita. Per difendersi, per non soccombere ad una società sovracomunicata, disarticolata, gli individui si creano dunque una bolla nella quale accomodarsi. È il fenomeno dell’individualizzazione ma anche dell’omofilia, della ricerca del simile e la negazione del diverso.

In questo nuovo paradigma i soggetti che avevano funzione sociale, come la politica e le rappresentanze intermedie, vengono progressivamente a mancare nelle loro funzioni e autorevolezza. Al contempo le marche, adesso portatrici di valori e vissuto reali anche grazie alle nuove strategie di comunicazione, giocano sempre più un ruolo politico e sociale.

“I brand hanno sempre più un ruolo attivo nella società, sono spesso veicoli di valori all’avanguardia, punti di riferimento, ma anche compagni di strada, amici o nemici. Ma con al centro, sempre, la liberazione delle spinte individuali in una realtà non etichettabile. È un percorso di libertà da un lato, ma appunto con il rischio di lacerazione dei legami. Tenere insieme i due aspetti è la sfida”, commenta ancora Nando Pagnoncelli.

SCARICA QUI IL VOLUME COMPLETO.

16 Gen 2017

Osservatorio Quality Lifers

Alla conquista dei Quality Lifers’ è il nuovo Osservatorio Ipsos multi-client sulle tendenze nel mondo degli over 50: un target demograficamente in crescita, che si sta rapidamente evolvendo nei bisogni, nelle abitudini e nelle preferenze. Diventa quindi chiave per le aziende averne una conoscenza approfondita ed intercettare sempre più precocemente i segnali di cambiamento e verso quali nuove direzioni questo target si sta muovendo, per poter tarare adeguatamente le strategie di crescita, le azioni di marketing e comunicazione future.

L’Osservatorio Quality Lifers si propone come valido strumento a supporto, grazie ad un disegno di ricerca completo e solido, composto da diversi moduli:

  • Una fase motivazionale - interviste etnografiche e colloqui con opinion leader - Per delineare gli aspetti motivazionali e di vissuto profondo rispetto all’identità di senior, al suo essere cittadino e consumatore di beni e servizi, identificando le tendenze future per il target.
  • Analisi desk dei dati di indagini continuative IPSOS - per raccontare la relazione del target con la politica, il clima sociale, la crisi, la religione e l’informazione.
  • Analisi desk dei dati strutturali (Inps, Istat, Eurostat) - per tracciare un profilo del target in termini di stile di vita, condizioni di salute, tempo libero, pensione, lavoro, fruizione culturale.
  • Una fase quantitativa su un campione ampio - 2000 interviste per fotografare e descrivere i segmenti che compongono l’articolato mondo degli over 50, nella loro relazione con la società, nelle loro interazioni, nel loro capitale sociale. Questo permetterà di effettuare una segmentazione del target, fornendo così gli strumenti per ri-clusterizzare i campioni di successive indagini.

I soggetti sottoscrittori che sceglieranno di essere anche partner avranno inoltre la possibilità di vedere approfondite tematiche di loro specifico interesse nello studio.

13 Gen 2017

Tifo in Italia: Napoli astro nascente degli ultimi cinque anni

Secondo la ricerca “Sport Fans” (realizzata dal 2004 da StageUp e Ipsos sull'universo 14-64 anni) il Napoli è il club che ha registrato la crescita più significativa dei tifosi negli ultimi cinque anni (stagione 2010/11 vs 2015/16).

I fan partenopei sono infatti passati da 1.809.000 nel 2011 a 2.910.000 nel 2016, con un incremento del 61%. Seguono il Napoli, il Bologna (211.000 tifosi nel 2011 e 334.000 nel 2016, +58%) e la Lazio (passata da 425.000 a 622.000 tifosi, +46%). La supremazia del Napoli nasce dai risultati ottenuti ma anche dall'affermarsi di nuovi eroi rappresentativi del Team, dal Presidente De Laurentis, a campioni come Higuaìn e Callejòn.

Numero dei tifosi e simpatizzanti al termine della stagione 2015/16

Al termine della stagione 2015/16, Sport Fans, conferma la Juventus come squadra più amata dagli italiani, con i suoi 8.316.000 i tifosi, seguita dal Milan (4.201.000), Inter (3.934.000), Napoli (2.910.000) e Roma (1.906.000). Il bacino del tifo bianconero si conferma nazionale: appena il 13% dei tifosi risiede in Piemonte, il 17% nel Nordest, il 14% al Centro e il 40% al Sud e sulle Isole.

La Roma capeggia la classifica dei simpatizzanti, è cioè il Team verso cui più si orienta il sostegno dei tifosi dopo quello per la squadra del cuore. I Giallorossi sono in testa con 3.405.000 preferenze (di cui il 55% donne), seguiti dalla Juventus (3.081.000), dal Milan (2.637.000), dal Napoli (2.601.000) e dall’Inter (2.572.000). La performance dei giallorossi trova certamente spunto, anche in termini di target, dalla notorietà e dalla simpatia unisex di Francesco Totti. Il "Capitano" secondo la ricerca “Top Star” è infatti il calciatore in attività più conosciuto, con una notorietà spontanea del 97%.

Tifo, acquisto dei pacchetti televisivi e ricordo degli sponsor

 “Sport Fans” è realizzata unitamente (single source) con la più nota ricerca “Sponsor Value”, l'Auditel degli eventi sportivi che analizza la loro forza comunicazionale e commerciale. Questo permette, caso unico nel mondo delle ricerche sul calcio, di approfondire i comportamenti commerciali dei tifosi sia nel loro complesso che in relazione ad uno specifico bacino di club.

Tra gli innumerevoli dati possibili di particolare interesse vi è il comportamento in relazione agli abbonamenti televisivi pay: i tifosi che spendono di più per vedere in tv la loro squadra sono quelli della Roma. Il 54% dei tifosi romanisti possiede almeno un pacchetto televisivo a pagamento, seguiti dai fan del Bologna (48%) e dell’Atalanta (47%).

Da sottolineare anche la percentuale di tifosi che ricorda spontaneamente lo sponsor principale della propria squadra che è in media del 55%, con un’opinione sul brand sponsor molto più positiva della media della popolazione nazionale.

«La ricerca “Sport Fans” spiega Federico Gaetano, presidente di StageUp – evidenzia che la vicinanza ad un club calcistico, contrariamente a quanto usualmente si tende a pensare, è un fenomeno sottoposto a cambiamenti nel corso del tempo. L’analisi sui trend degli ultimi cinque anni riteniamo interpreti il desiderio degli italiani di assistere a Campionati contraddistinti da equilibrio e spettacolo. E' in questa prospettiva che premiano il Napoli e la Roma come competitori delle grandi del Nord e vedono con grande simpatia club medi ambiziosi e ben gestiti come Bologna e Torino. E' importante sottolineare che "Sport Fans", unica ricerca in ambito calcio, permette di approfondire il rapporto tra tifo e comportamenti commerciali, un elemento essenziale per la ricerca dell'equilibrio economico dei club attraverso la ricerca del gradimento di prodotti e servizi esistenti ma anche con l'individuazione di nuove esigenze e opportunità di sviluppo"

 

29 Dic 2016

Perils of Perception 2016

Il nuovo sondaggio internazionale di Ipsos in 40 Paesi sui Pericoli delle Percezioni, mostra ancora una volta quanto le persone abbiano idee errate a proposito di diversi fatti che fanno parte del nostro scenario sociale

In Italia siamo convinti che un cittadino su 5 nel nostro paese sia musulmano, quando la realtà è che lo è soltanto uno su 25. Pensiamo anche, sempre sbagliando grossolanamente, che entro il 2020 un terzo (!) della popolazione italiana sarà musulmana, quando le proiezioni indicano che raggiungeremo a malapena il 5% .

L’Italia è il Paese delle abitazioni di proprietà, circa tre quarti degli italiani risiede in una casa che possiede ma, ancora una volta, interrogati su questa informazioni, gli italiani stessi tendono a sottostimare il dato di più di 10 punti percentuali. Con uno scostamento simile, ma di segno opposto, ci immaginiamo che la spesa sanitaria annuale sia il doppio (18%) di quanto in realtà è (9%).

Dove risultiamo invece meglio informati? Sbagliamo di un soffio sulla consistenza della popolazione attuale (dichiarando in media circa un milione di abitanti più del reale) e siamo anche piuttosto bravi a stimare quel poco di crescita della popolazione che le statistiche ufficiali proiettano da qui a 35 anni, nel 2050.

Più difficile appare invece l’esercizio di stima a proposito delle convinzioni espresse dai nostri connazionali; Ipsos ha reperito tre dati di un precedente sondaggio sull’accettabilità morale di alcuni temi di attualità: l’omosessualità, i rapporti fuori dal matrimonio e l’aborto.

Per i primi due casi, gli italiani intervistati da Ipsos tendono a giudicare i propri connazionali come ben più rigidi di quanto non si siano dichiarati, stimando che la quantità di coloro che ritengono omosessualità e rapporti prematrimoniali moralmente inaccettabili, siano il doppio della realtà.

Diverso il caso dell’aborto, dove opinioni e dichiarazioni sostanzialmente coincidono.

Tutto sommato, un quadro non omogeneo, che tuttavia posiziona l’Italia nella “top ten” dei Paesi più accurati nelle stime, in compagnia, tra gli altri di vari Paesi del Nord Europa – Svezia, Norvegia, Germania, UK, Paesi Bassi, - nonché del sud est asiatico – Malesia, Australia, Corea del Sud.

Vero è anche che il quadro generale mostra ancora una volta un mondo in cui le paure incidono sulla stima dei fatti e sull’idea di intolleranza, un mondo in cui i fatti oggettivi perdono la capacità di incidere sulla formazione dell’opinione pubblica, lasciando il posto alle emozioni e ai convincimenti personali e in cui vige ciò che gli psicologi definiscono “analfabetismo numerico emotivo”: una incapacità di ragionare attraverso numeri e fatti su ciò che tocca le nostre corde emotive, su ciò che temiamo o che consideriamo – a torto o a ragione – una minaccia. Non a caso, gli errori di stima più significativa riguardano ancora una volta l’incidenza dei musulmani sulla popolazione, in un anno – come il 2016 – caratterizzato dalla grande crisi migratoria e dalla palese incapacità delle istituzioni di farvi fronte, se non con interventi di carattere emergenziale.

È così che causa ed effetto interagiscono in modo bidirezionale, con le preoccupazioni a informare l’errata percezione e le percezioni errate a generare ulteriore preoccupazione.

Ne consegue il limitato potere che i fatti hanno nel correggere le percezioni errate. La riflessione di  Daniel Khaneman – esperto di scienze comportamentali che vengono in supporto alla nostra comprensione di questi schemi – a proposito di Brexit  è illuminante “L’impressione principale che se ne ricava … è che le ragioni dell’exit sono fortemente emotive. Le motivazioni a supporto sono quanto meno strane: sono riflessioni di breve portata, basate su irritazione e rabbia. Ma sono sufficientemente potenti da lasciarci immaginare un esito favorevole al Brexit”

E forse c’è di più che non le emozioni ad inquinare la comprensione dei fatti:  l’evoluzione ci ha programmati per ricordare meglio le esperienze negative, perché in tempi remoti la sopravvivenza era legata alla capacità di interpretare il rischio.

Pertanto, i fenomeni alla radice dei dati raccolti in questo sondaggio sono alla fin fine presenti da sempre, potremmo persino dire che sono preistorici. Non a caso gli Oxford Dictionaries hanno scelto la post-verità (post-truth) come parola dell’anno: se raccontare il falso sul contributo monetario della Gran Bretagna in Europa può incidere sul voto o se riportare il testo della norma per smontare il mito del Presidente del Consiglio mai eletto dal popolo italiano, non serve a far capire il funzionamento delle elezioni nel nostro Paese è perché non è importante la fonte, o il fatto, ma il livello di emotività con cui la notizia viene accolta.

Il contesto in cui avvengono le comunicazioni è profondamente e irrimediabilmente cambiato e alimenta emotività ed errate percezioni. La frammentazione dei mezzi,  la pervasività dei social, l’attitudine a filtrare autonomamente i messaggi, la propagazione delle bufale, contribuiscono a rendere fertile il terreno su cui esse fanno presa.

Scarica qui la ricerca completa e rispondi alle domande del quiz

15 Dic 2016

Referendum Costituzionale - Analisi post-voto

A poche ore dai risultati del Referendum Costituzionale 2016 Ipsos propone la sua analisi post-voto.

Indubbiamente il fenomeno più rilevante di questa consultazione è stata la larga partecipazione dei cittadini al voto, inusuale per un referendum e paragonabile a consultazioni politiche. Gli italiani quindi hanno perfettamente colto la rilevanza di questo voto. Da un lato per le implicazioni costituzionali, l’approvazione di una legge che avrebbe cambiato profondamente il funzionamento delle Camere, dall’altro per le implicazioni politiche, rese assolutamente evidente dalla personalizzazione sul Presidente del Consiglio.

Questo ultimo aspetto ha indubbiamente favorito un voto contro: dall’analisi dei flussi risulta una strettissima correlazione tra voto politico e voto referendario. Con alcuni «tradimenti»: se infatti gli elettori del PD sono nella larghissima parte confluiti sul sì (80%), non è stato così per gli elettori centristi che hanno fatto vincere di misura il no (51%), mentre dall’altro lato emerge anche una non secondaria propensione al sì tra gli elettori di Forza Italia.

Il sì ha i suoi punti di forza nelle classi di età elevate, tra i pensionati e gli elettori con  bassi titoli di studio,  ma con un consenso più elevato, anche se non maggioritario, tra i laureati. In sostanza il profilo è quello, classico, dell’elettorato PD dopo la perdita dell’effetto europeo, che a sua volta riproduce il profilo dell’elettorato dell’Ulivo e prima ancora di DS e Margherita. Con tre differenze importanti: la scarsa presenza tra i ceti medi, segno di un distanziarsi di un segmento che si sente impoverito e in difficoltà, una prevalenza tra i cattolici assidui, un bassissimo appeal tra i dipendenti pubblici. Anche qui segnale di un modificarsi, oramai stabilizzato, dell’area di riferimento.

Al contrario il no è un voto giovanile, e popolare: le punte più alte sono tra i disoccupati e tra gli operai. La stessa differenziazione territoriale sottolinea questi aspetti: il voto massiccio al Sud per il no, con una partecipazione per queste zone segnatamente alta, conferma questa lettura.

È la frattura più volte sottolineata fra popolo ed élite, che abbiamo visto recentemente all’opera con la Brexit e nelle elezioni americane. I segmenti sociali più colpiti dalla crisi, le fette di elettorato deluse dalla politica del governo, hanno determinato ampiamente le sorti del voto. Senza nulla togliere agli elementi di merito, gli aspetti di disagio e rabbia sono stati prevalenti. È stato un voto sociale, non solo politico.

 

05 Dic 2016

In-Store Activation: come funzionano e come valutarne l’efficacia

Da oltre un anno Ipsos ha inaugurato il Behavioral Shopper Lab, un vero e proprio supermercato dove i nostri clienti possono testare le proprie innovazioni misurando in un ambiente reale le performance delle proprie innovazioni. Le misurazioni effettuate tramite gli occhiali Eye Tracker sono in grado di stabilire in maniera affidabile e chiara se il nostro touchpoint viene visto oppure no e se la visibilità si trasforma in atti d’acquisto. La modalità di reclutamento è “blind” per cui i consumatori non sono al corrente di che cosa si sta testando ma vengono invitati a effettuare una spesa seguendo una lista. Alla fine della missione d’acquisto i consumatori vengono poi intervistati per approfondire i temi dello studio.

Le nostre nuove metriche, espressamente studiate per questa metodologia di raccolta dati, sono in grado di restituire la performance di ogni materiale / visual / display, fornendo indicazioni precise corredate da una diagnostica molto ricca e presentata con videoclip e analisi visuali.

Dai numerosi studi condotti nel nostro laboratorio abbiamo imparato alcune cose:

  1. Le shelf activation non devono confondere il consumatore. Abbiamo notato che se su uno scaffale la Marca esagera nell’uso di messaggi, ad esempio mettendo troppi materiali, il consumatore ha una reazione negativa data dai troppi stimoli che deve decodificare. Quindi OK alle attivazioni a scaffale ma molto ben realizzate e non sovradimensionate.
  2. I punti vendita sono dei media ma non delle scuole di educazione per consumatori. Quando si cerca di “educare” gli shopper utilizzando i POP material per scrivere lunghi e complessi messaggi si ottiene spesso un risultato negativo perché in un supermercato l’esperienza deve essere fluida e i messaggi semplici e diretti. Per educare i consumatori c’e’ la pubblicità tradizionale e il Web che funziona molto meglio a questo scopo.
  3. Gli extra display funzionano moltissimo ma attenzione alla realizzazione. Un espositore fuori scaffale deve attirare l’attenzione su una brand che di norma si trova in un’altra posizione nel supermercato; quindi il punto sostanziale è la Brand. È lei che comanda e guida la visibilità. Spesso si vedono espositori in cui vi sono decine di elementi (foto, disegni, scritte, payoff, etc) che rubano lo spazio alla marca; ebbene noi vi consigliamo di dare grande spazio alla marca, ogni elemento in più renderà più difficile il riconoscimento a distanza del vostro materiale espositivo.
  4. Prodotti, prodotti e ancora prodotti. Negli extra display a volte si predilige la realizzazione della parte esterna a discapito della visibilità dei prodotti contenuti. È un errore perché l’occhio dei consumatori è allenato a riconoscere il prodotto e la Brand prima di ogni altra cosa. Quindi il suggerimento è di lasciare molto spazio visivo ai prodotti contenuti negli extra display ad esempio contenendo le parti laterali.

Con un laboratorio attrezzato e con le metriche in-Store di Ipsos è possibile misurare in maniera precisa quale mix di attivazioni funziona meglio e quanto uplift si ottiene rispetto a diverse alternative. Ogni touchpoint viene misurato singolarmente in particolare rispetto alla capacità di attrarre l’attenzione e di convertire la visibilità in pickup.

In questo nuovo Ipsos Point of View Carlo Oldrini spiega con quale meccanismo funzionano le attività In-store.

 

Per maggiori informazioni, contatta:

carlo oldrini
Carlo Oldrini - Vice President Ipsos Marketing
email:carlo.oldrini@ipsos.com 

 

 

02 Dic 2016