Chi siamo

Siamo l'azienda di ricerche di mercato che da più di quarant'anni dà voce e forma al pensiero di milioni di persone nel mondo. Esplorando ed indagando evidenziamo le potenzialità dei mercati ed i loro andamenti.

La nostra offerta

Sappiamo che ogni individuo è di volta in volta cittadino, utente e consumatore. Per questo crediamo che la specializzazione sia un elemento chiave per garantire alti standard qualitativi ai nostri Clienti.

Leader globale

Siamo leader nel settore delle ricerche ad hoc e siamo la terza società di ricerca a livello globale. Attualmente siamo presenti in 88 paesi e gestiamo oltre 5 mila clienti nel mondo.

News e Pubblicazioni

Le ultime novità dal mondo Ipsos

The Most Influential Brands 2017: Boomers vs Millennials

A seguito del grande successo ottenuto dall’edizione 2016 dell’evento di presentazione della classifica “The Most Influential Brands”, IPSOS, leader mondiale nel settore delle ricerche di mercato, presenta anche quest’anno nel corso di un incontro dedicato, i risultati dell’indagine condotta a livello globale per comprendere l’impatto delle marche sulla nostra vita quotidiana. Lo studio “The Most Influential Brands 2017” emerge rispetto alle edizioni precedenti per il particolare focus che ha riservato alle differenze generazionali nel rapporto che i consumatori instaurano con i brand. Quest’anno infatti, con l’obiettivo di dare maggiore spazio alla figura del consumatore, l’indagine ha insistito su uno dei fattori determinanti nella percezione e nella scelta delle marche: l’appartenenza a un particolare cluster generazionale. In quest’ottica, i risultati della ricerca sono stati declinati su due specifici target: i Millennials (9 milioni di Italiani fra i 22 e i 34 anni) da un lato e i Boomers (15 milioni di italiani fra i 52 e i 70 anni) dall’altro. La selezione dei due cluster è stata dettata dalla rilevanza delle peculiarità che li caratterizzano, infatti, iMillennials rappresentano i consumatori del futuro, da conquistare e fidelizzare già a partire dalle prime scelte compiute, mentre i Boomers, oltre ad essere il target con la più ampia capacità di spesa, custodiscono la memoria storica delle marche e per questo, mantengono con esse relazioni altamente emozionali.

Principali differenze fra i due cluster nell’approccio a mezzi di comunicazione, consumo e marche

Prendendo in considerazione i mezzi di comunicazione e il rapporto che Boomers e Millennials hanno con essi, le differenze principali si ravvisano non tanto nella preferenza del mezzo, quanto nella modalità di fruizione. In generale, i consumatori più giovani sono più distratti durante l’utilizzo dei vari media e lo sono in particolar modo quando il medium di cui stanno fruendo è la televisione. Considerando invece i criteri di selezione dei prodotti, i Millennials sono più attenti a recensioni e prezzo, mentre i Boomers attribuiscono maggior valore alle marche e alla genuinità. Inoltre, nel vero e proprio rapporto con i brand, se la considerazione nei loro confronti è trasversale fra i due gruppi, questi ultimi differiscono per i motivi che li spingono alla scelta di un marchio. I Millennials sono infatti più sensibili alle raccomandazioni di famiglia, amici ed esperti, mentre i Boomers valutano importante la reputazione della marca.

I “Most Influential Brands 2017” e le evidenze emerse

Lo studio è stato svolto alla fine dello scorso anno in 19 paesi, e in particolare in Italia, dove è stato intervistato online un campione rappresentativo di 4.000 adulti. Gli intervistati sono stati invitati ad esprimere la loro percezione nei confronti di un panel di 100 brand selezionati in base a quote di mercato, investimenti pubblicitari e rilevanza complessiva sullo scenario nazionale.

Le categorie merceologiche e lo spazio che occupano nella vita di Boomers e Millennials Le categorie merceologiche coinvolte nell’indagine includono: food, automotive, travel, device, retail, digital-social, sport-fashion, tv & entertainment, telco, banking – insurance, QSR & supermarket, alcoholic drinks, soft drinks, editoria, coffee, utilities e betting. Dall’analisi generazionale sull’influenza dei brand in base alla categoria di appartenenza emergono due classifiche differenti. I Millennials hanno un’affinità particolare con le categorie 1) digital-social, 2) device,3) telco, 4) travel, 5) retail e 6) food. Dall’altra parte, i Boomers riservano più spazio nel loro quotidiano a 1) device, 2) digital-social, 3) retail, 4) food, 5) coffee e 6) TV & entertainment.

I driver dell’influenza fra Boomers e Millennials

Sono cinque, secondo Ipsos, i fattori chiave* che determinano l’influenza di una marca sulla vita quotidiana dei consumatori. Cinque dimensioni a cui sono stati attribuiti dai rispondenti diversi livelli d’importanza: 1) Engagement (coinvolgimento), 2) Leading edge (innovazione, capacità di far tendenza), 3) Trust (fiducia,affidabilità), 4) Corporate citizenship (impegno e ruolo sociale), 5) Presence (presenza). Se però ci si concentra sugli specifici target generazionali, è possibile notare come per i Boomers il primi fattori discriminanti siano la fiducia e la Corporate citizenship, mentre per i Millennials i driver più rilevanti siano Engagement e Propensione all’innovazione (Leading edge). Criteri di preferenza testimoniati anche dall’attribuzione di aggettivi evocativi ai singoli brand in modo più o meno preponderante. È interessante riscontrare, infatti, come i consumatori maturi abbiano definito più frequentemente con aggettivi di affidabilità, fiducia e impegno sociale marche note per l’heritage storico come ad esempio Mutti, Lavazza, Parmigiano Reggiano e Rana. Dall’altro lato invece, i pubblici più giovani, a conferma di quanto emerso, hanno identificato in modo più ricorrente, con aggettivi riferiti all’innovazione e al coinvolgimento, aziende dalla storia più recente come ad esempio AirBnb, Ryanair, Instagram e H&M. Per quanto sia evidente una polarizzazione netta rispetto all’età dei target di riferimento per molti brand presenti in classifica, l’indagine Ipsos ha anche evidenziato una zona franca, comprendente alcune marche capaci di prescindere dal fattore “età” e di accomunare la scelta di due cluster così differenti fra loro. Ne sono esempio brand che coniugano tratti volti al futuro con elementi d’indiscussa solidità, fra gli altri, Nike, Whatsapp e Huawei.

Ogni giorno ognuno di noi interagisce con una pluralità di marche e queste esercitano su ciascuno un impatto diverso, a seconda delle nostre caratteristiche personali e delle loro peculiarità. Il nostro obiettivo è quello di definire quanto i brand sono in grado di polarizzare l’interesse del consumatore in base ai tratti che li caratterizzano, in modo da fornire spunti di riflessione utili all’instaurazione di un rapporto intenso e duraturo con il proprio target di riferimento ”, commenta Jennifer Hubber, CEO Ipsos Italia, che continua: “Dall’indagine di quest’anno sono emerse evidenze chiave nell’approccio delle diverse generazioni alle marche, evidenze illustrate e commentate in modo molto efficace dai consumatori stessi e da alcuni dei brand protagonisti”.

 

LA TOP 10 GENERALE E LE SINGOLE BASATE SU BOOMERS E MILLENNIALS

Specchio della società dei nostri giorni la classifica dei primi dieci brand particolarmente riconosciuti dai consumatori italiani per la loro influenza, racconta una sempre più spiccata affezione per la dimensione tecnologica della vita quotidiana. Una dimensione in cui i brand che ne sono emblema fungono da
facilitatori di relazioni e processi e si rendono sempre più indispensabili per ognuno di noi. 

Ecco dunque i 10 brand che a livello generale risultano i primi per influenza in Italia:

The most influential brands

 

Ma non è tutto, infatti, visto il particolare focus dell’indagine di quest’anno, la top 10 dei Most influential Brands 2017 varia a seconda del cluster di consumatori considerato. Benché la classifica di Millennials e Boomers presenti molti punti di congiunzione, incarnati da brand con un asset valoriale ed una proposition
tanto forte da prescindere il fattore generazione, metà dei posizionamenti risultano differire proprio in funzione di questo fattore. 

Ecco le Top 10 declinate in base ai due differenti cluster:

The most influential brands boomers e millennilas
12 Giu 2017

Mamme dal mondo: conoscere e conquistare le mamme straniere che vivono in Italia

Mamme dal Mondo è uno studio multiclient messo a punto da Ipsos in collaborazione con Fondazione Ismu, uno dei principali think tank riguardo al fenomeno delle migrazioni internazionali e alla multietnicità, sul diventare ed essere madri straniere in Italia.

Gli obiettivi conoscitivi dello studio rispondono a quattro grandi macro aree:

  1. Aspettative pre-nascita e vissuto post-nascita
  2. Rapporto con le marche legate al mondo dell’infanzia
  3. Modalità di acquisizione di informazioni sul diventare madri, sull’accesso ai servizi e sulle pratiche di cura dell’infanzia
  4. Il rapporto con le istituzioni e i servizi 

Mamme dal Mondo è articolato tramite un approccio integrato che si nutre di diversi contributi. L’indagine mira ad offrire un quadro molto esaustivo ed aggiornato su questo target, con possibilità di delineare strategie comunicative e piani di marketing specifici: 

  • Delineare lo scenario  analisi desk sulle famiglie straniere in Italia (nascite, consumi e abitudini) a cura di Fondazione ISMU
  • Osservare e studiare 25 interviste etnografiche (5 città e 5 etnie)
  • Quantificare i risultati 600 interviste personali CAPI di 30 minuti suddivise in 4 macro etnie

Scarica qui la brochure informativa.

 

11 Giu 2017

Indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia

Un miliardo e 200 milioni di euro: è la stima del danno all'economia italiana secondo la ricerca realizzata da Ipsos per la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (Fapav) presentata il 5 giugno a Roma presso la Casa del Cinema. Dalla ricerca emerge che il 39% degli adulti italiani ha commesso almeno un atto di pirateria (film, serie o programmi) nel 2016.

Tra gli adolescenti, target in cui la pirateria appare più diffusa (51%; anche se con meno titoli piratati), la consapevolezza del danno e dell’illegalità è più bassa: l’81% non ritiene di causare gravi danni (contro il 75% degli adulti) e circa un terzo non lo ritiene un reato.

La pirateria si pratica soprattutto perché vi è un’elevata disinformazione sui danni che questa crea all’industria cinematografica nel suo complesso ed un’assenza di percezione dell’impatto sul tessuto economico-sociale italiano di cui gli stessi pirati sono parte.

 

07 Giu 2017

Sponsor Value Summit 2017: i ritorni delle sponsorizzazioni

Il 29 maggio si è tenuto presso il TIM Space di Milano lo Sponsor Value Summit 2017, l'evento che ha come protagonisti i dati Sponsor Value su mercato  del  benessere,  mercato potenziale  delle   sponsorizzazioni  culturali  e  delle   trasmissioni   di intrattenimento, i ritorni economici e di comunicazione delle sponsorizzazioni sportive. Ha aperto il Summit l'intervento del Presidente di StageUp Federico Gaetano che ha illustrato i motivi e i contenuti del rinnovo della ultradecennale Partnership SPONSOR VALUE tra Ipsos e StageUp (tra le aziende di riferimento a capitale italiano nella ricerca e consulenza nello sport, la cultura e l'intrattenimento) finalizzata a fornire ai player del mercato le informazioni di planning e post evaluation utili a massimizzare l’efficacia e l’efficienza degli investimenti nello sport, nella cultura, nello spettacolo, nel product placement, negli eventi autoprodotti. Sono successivamente intervenuti:

Nando Pagnoncelli (Presidente IPSOS) 15 anni di Sponsor Value: trend e futuro dell'interesse e della pratica sportiva.

Gli italiani stanno sempre più diventando un popolo attento nei comportamenti collegati alla salute e alla qualità della vita. Perno di questo cambiamento è la pratica sportiva che continua a crescere seppure presenti margini per un ulteriore incremento come testimonia il gap rispetto ai paesi più virtuosi all'interno dell'Unione Europea. In particolare la ricerca SV ACTIVE SPORT evidenza come la pratica abituale di un’attività sportiva a livello non agonistico rappresenti la nascita di un vero life-­‐style del XXI secolo. Lo testimoniano i 19,1 milioni di italiani attivi tra i 15 e i  64 anni (48% della popolazione). Le attività protagoniste di questo nuovo life-­‐style sono quelle all'Aria Aperta come running e ciclismo (8,1 milioni di praticanti, 48% del totale) e quelle di Well-­‐ Being come pilates e yoga (4,6 milioni, 24% del totale). Solo terzo il calcio con 4,4 milioni di praticanti (23%) con dominanza del Calcio a 5 e non di quello a 11.  

Giovanni Palazzi (Consigliere Delegato STAGEUP) 15 anni di Sponsor Value: se e quanto rende sponsorizzare

 Il mercato della sponsorizzazione in Italia, contrariamente a quello mondiale, ha risentito fortemente della crisi nel periodo 2009-­‐2013 con una contrazione del 33% che ha colpito in particolare gli accordi con valenza nazionale lasciando pressoché invariati gli accordi con valenza di comunicazione  globale  come  quelli  dei  principali  club  di  Serie  A.  Lo  Sport  è  leader  per investimenti con una quota del 60% (calcio di vertice 39%) seguito da Utilità Sociale e Cultura e Spettacolo. Quest'ultimo segmento però, negli ultimi due anni, appare come il più dinamico e destinato  a  crescere.  L'analisi  comparata  dei  dati  2001-­‐2017  della  ricerca  SPONSOR  VALUE evidenzia  la  forte  crescita  della  fruizione  digitale  (pc/tablet/smartphone)  degli  eventi:  Serie  A  + 30%, Formula Uno +19%, MotoGp +20%. Il media televisione tradizionale rimane centrale nell'affermazione e nel consolidamento di uno sport. Lo testimonia la Serie A che vede anche oggi una fruizione dominante della "Tv in Chiaro" (50%) e della "Pay-­‐Tv" (47%). L'analisi dell'efficacia delle sponsorizzazioni alla luce dei dati SPONSOR VALUE del periodo 2001-­‐2017  evidenzia la necessità  di  pianificare  attentamente  gli  investimenti  con  analisi  demoscopiche  multi-­‐cliente  le uniche in grado di fornire un corretta analisi differenziale dei ritorni. A prova di questa necessità basta osservare che le main sponsoriship di un top team di MotoGp ottengono una notorietà compresa tra l'8 e il 16% a fronte di investimenti dei diversi sponsor comparabili tra loro. Ancor più evidente il medesimo dato in un club medio di Serie A dove la forchetta della notorietà ottenibile da un main sponsor è compresa tra lo 0,5 e il 6%.

Andrea Alemanno (Group Director IPSOS) Un patrimonio di possibilità: perché sostenere eventi culturali e di intrattenimento.

Gli eventi culturali, dopo il rallentamento della crisi economica, si riaffermano come centrali nella vita degli italiani. L'ultima rilevazione SPONSOR VALUE del mese di maggio 2017 evidenzia un rilevante interesse degli italiani adulti (15-­‐64 anni) per Mercatini di Natale dell'Alto Adige (47%), Domenica al Museo (45%), Eurochocolate (41%), Carnevale di Venezia (41%), Salone Internazionale del Libro di Torino (36%), Giornate di Primavera del FAI (35%), Fiera dell'Artigianato  di  Milano  (33%),  Carnevale  di  Viareggio  (33%).  Se  all'interesse  in  Patria  si aggiunge la conoscenza nelle diciotto maggiori nazioni al Mondo delle principali manifestazioni culturali e spettacolistiche italiane come il Festival del Cinema di Venezia, il Carnevale di Venezia, la Scale di Milano e Il Festival di Sanremo, si appalesa la centralità di eventi, festival e istituzioni cultuali per la crescita del turismo e, più genericamente, per la ripartenza dell'Italia. A titolo di esempio si ricorda che nel 2015 l'indotto economico sul territorio di Lucca del Lucca Summer Festival (organizzato dal 1998 in luglio nel centro di Lucca), calcolato con il modello GEOVALUE, è pari a 12 milioni di euro di cui 4,8 provenienti dall'estero.

L'evento ha visto inoltre la partecipazione di Cristiano Habetswallner (Responsabile Sponsorizzazioni TELECOM ITALIA) e Fabrizio Paschina (Head of Advertsing and Web INTESA SAN PAOLO).  Habetswallner con  l'intervento "  TIM:  evoluzione  di  un  modello  di  sponsorship"  ha narrato l'evoluzione degli obiettivi, della strategia e dei risultati ottenuti dal sistema di sponsorizzazioni di TIM negli ultimi 20 anni. Paschina con la presentazione "Il fattore X nelle sponsorizzazioni: perché investire in cultura e spettacolo" ha condiviso le motivazioni e i risultati ottenuti con la sponsoriship, da poco rinnovata, della trasmissione "X Factor". 

E' disponibile, previa richiesta all'indirizzo info@stageup.com, un estratto delle presentazioni effettuate dai relatori. Mentre per scoprire la vasta offerta di Ipsos e StageUp e la nuova linea Sponsor Value, clicca qui

 

30 Mag 2017

Wealth Insights: il nuovo modo di guardare alla ricchezza e agli investimenti

È  nato un nuovo modo di guardare alla ricchezza e agli investimenti degli italiani, che unisce le indagini demoscopiche Ipsos e l'analisi, le previsioni e la conoscenza dell'industria del risparmio di Prometeia. Un approccio di reale supporto al business di banche, assicurazioni e asset manager, con i temi "caldi" per gli operatori del settore.

Hot topics aprile 2017

Leggi l'articolo di Atlante

16 Mag 2017

Il Branded Content può avere successo?

Per chi si occupa di marketing il "content" sembra essere il touchpoint del momento. Tuttavia c’è ancora confusione rispetto alla definizione di “content” e alla sua collocazione nel media mix. E allora, cosa si intende esattamente per “content” e qual è il suo tratto distintivo rispetto agli altri canali?

Una definizione correntemente in uso è frutto della partnership tra Ipsos, Oxford Brookes University e The Branded Content Marketing Association, e può essere così sintetizzata:  “Rientrano nella definizione di Branded Content i contenuti, interamente o parzialmente finanziati da un Brand, che promuovono quel Brand e che hanno un valore intrinseco per il pubblico – spesso un valore di  intrattenimento, informativo e/o educativo”.

Ci sono due elementi portanti del Branded Content che meritano di essere messi in risalto:

  1. E' una esperienza, qualcosa da vivere: il Branded Content non è necessariamente qualcosa da cliccare o da vedere – basti pensare ai popolari eventi realizzati con il marchio Red Bull. O al film “The Lego Movie”, a tutti gli effetti un esempio di Branded Content
  2. E' qualcosa a cui le persone scelgono attivamente di dedicare attenzione e tempo: il Branded Content nella sua migliore espressione è diverso dall’advertising tradizionale. Il “content” è una forma di creatività che ciascuno può esperire e vivere in modo personale. Aspetto cruciale: è il consumatore ad avere il controllo non il Brand.

Il Branded Content deve colpire l’attenzione tanto da essere notato ma non deve essere vissuto come brusca interruzione. La sua scoperta deve essere naturale come naturale è la scoperta di “puro” content. Il Branded Content deve essere collocato in spazi rilevanti e deve essere segnalato con modalità creative, per aumentare la sua capacità di “cut through”.

 

IAB content seminary Ipsos

 

Il Branded Content deve combinare la capacità di attrazione del “content” con gli effetti tipici dell’advertising.

Per definire il posizionamento più efficace del Branded Content nell’ambito della media strategy bisogna partire dagli obiettivi: si mira ad integrare una campagna più estesa sostenendo le argomentazioni del brand o si punta, piuttosto, ad attrarre un target specifico con cui si fa fatica ad entrare in connessione attraverso i canali standard? In breve: il Branded Content serve per ispirare una “conferma” o una valutazione ex novo?

Nella ricerca quantitativa condotta da Ipsos, alle persone intervistate sono stati mostrati esempi di Branded Content in un ambiente che simulava la tipica esperienza di fruizione online (YouTube per gli stimoli  video e Facebook per le immagini).

Per i contenuti video, un aspetto importante era quello di consentire agli intervistati di “skippare” i contenuti, se lo desideravano, proprio per riprodurre il più possibile l’esperienza reale.

Considerando l’insieme dei materiali di stimolo testati, la ricerca ha mostrato che in quasi tutti i casi in cui l’opzione “skip” veniva selezionata questo accadeva non appena l’opzione diventava disponibile. È emerso in modo evidente che la reazione positiva non era necessariamente correlata alla visione del video nella sua interezza.

IAB content seminary Ipsos

 

Tutto può essere ricondotto alla rilevanza – il contenuto è rilevante?  È  rilevante per la piattaforma? È rilevante per il brand? Maggiori sono l’affinità e l’integrazione con la strategia di brand complessiva, maggiori saranno i benefici. La sfida è dunque proporre contenuti rilevanti.

Tre suggerimenti possono aiutare in questa direzione:

  • Proporre contenuti interessanti, utili o facili da ricordare 
  • Non allontanarsi troppo dal “brand path”
  • Sfruttare al meglio il potenziale della piattaforma
IAB content seminary Ipsos

Clicca qui per scaricare il documento completo presentato da Jennifer Hubber (CEO di Ipsos Italia) lo scorso 7 aprile in occasione dello “IAB Seminar Content Strategy: from Advertisers to Media Companies“, l' appuntamento interamente dedicato all’approfondimento dei trend e delle best practices del Content Marketing. 

03 Mag 2017