Chi siamo

Siamo un'azienda di ricerche di mercato che da quarant'anni dà voce e forma al pensiero di milioni di persone nel mondo. Esplorando ed indagando evidenziamo le potenzialità dei mercati ed i loro andamenti.

La nostra offerta

Sappiamo che ogni individuo è di volta in volta cittadino, utente e consumatore. Per questo crediamo che la specializzazione sia un elemento chiave per garantire alti standard qualitativi ai nostri Clienti.

Leader globale

Siamo leader nel settore delle ricerche ad hoc e siamo la terza società di ricerca a livello globale. Attualmente siamo presenti in 88 paesi e gestiamo oltre 5 mila clienti nel mondo.

News e Pubblicazioni

Le ultime novità dal mondo Ipsos

Il planogramma perfetto: il nuovo Ipsos Point of View

Nel corso dei numerosi incontri con le imprese che vengono a visitare il nostro supermercato-laboratorio uno degli argomenti maggiormente dibattuti è il planogramma, o meglio, le idee e le convinzioni che riguardano le posizioni migliori sugli scaffali, quelle “che fanno vendere di più”.  Rendendomi conto che vi sono diversi punti di vista sull’argomento abbiamo pensato che valesse la pena di aggiungere il nostro che deriva dalle registrazioni visive fornite dall’Eye-Tracker che utilizziamo ormai da due anni.

Infatti da due due anni Ipsos ha inaugurato il Behavioral Shopper Lab, un vero e proprio supermercato dove i nostri clienti possono testare le proprie innovazioni misurando in un ambiente reale le performance. Le misurazioni effettuate tramite gli occhiali Eye Tracker sono in grado di stabilire in maniera affidabile e chiara se il nostro touchpoint viene visto e se la visibilità si trasforma poi in atti d’acquisto.

Tra le tante cose, abbiamo quindi studiato approfonditamente come si muovono gli occhi di un consumatore quando si avvicina allo scaffale di una categoria a fronte di una missione d’acquisto che prevede di comprare un prodotto da quello scaffale. La precisazione è d’obbligo perché nel caso di acquisto d’impulso, o meglio, non programmato,  il meccanismo è piuttosto diverso e probabilmente lo analizzeremo in un prossimo paper.

Per poter studiare il fenomeno abbiamo indagato un numero molto elevato di casi, oltre 3.800, relativi a 24 studi su 14 categorie diverse tra alimentari confezionati, prodotti per la casa e per la cura della persona. Infatti solo analizzando un elevato numero di missioni d’acquisto il comportamento visivo dei soggetti diventa statisticamente stabile e ci permette di fornire le evidenze che qui riportiamo.

Che cosa abbiamo scoperto?

La cosa forse più importante che abbiamo capito è che vi sono diverse fasi “visive” nell’approccio della categoria da parte dei consumatori sino al momento della scelta.  Anche qui ci sono numerose eccezioni ma possiamo semplificare i comportamenti mediante questa tabella:

Planigramma Ipsos

 

 Avvicinamento allo scaffale

Nella prima fase il comportamento visivo è molto variabile e si focalizza sulla identificazione della categoria. I consumatori sono ancora lontani ma cominciano a riconoscere, tramite alcuni prodotti “chiave”, la categoria interessata. Ad esempio se nella missione d’acquisto è indicato Bibite Gasate l’identificazione dello scaffale può avvenire tramite alcune rapide fissazioni sulle grandi bottiglie di Coca Cola nere e rosse. L’associazione Marca Chiave – Categoria è molto semplice e rapida e ci consente di comprendere quale è la categoria contenuta nello scaffale in cui vediamo, seppur da lontano,  le marche più conosciute. Il risultato di questa fase è quindi il riconoscimento della categoria e il contemporaneo movimento verso di essa: cambio direzione, sposto il carrello, evito gli ostacoli e mi avvicino progressivamente ai prodotti.

Comprensione della logica dello scaffale

Una volta che abbiamo deciso di dirigerci verso lo scaffale siamo in movimento, e, da un punto di vista visivo, è come se facessimo uno zoom progressivo sulla categoria man mano che ci avviciniamo ad essa. Il nostro cervello è impostato per rendere tutto il più efficiente possibile per cui i nostri occhi viaggiano sullo scaffale in modo da semplificare il processo di selezione e scelta cercando di identificare le parti che ci interessano.

Analisi e scelta

In questa fase il nostro comportamento visivo si concentra sulle zone che precedentemente sono state “mappate” come pertinenti rispetto alla intenzione. Anche qui  il processo avviene tramite il riconoscimento delle marche note ma entrano in gioco anche le novità e la capacità dei prodotti ad attirare l’attenzione. 

Per maggiori approfondimenti scarica il nuovo Ipsos Point of View "Il planogramma perfetto". 

27 Apr 2017

BeItaly: l'indagine Ipsos sull’attrattività del Paese

Per dare supporto alle scelte strategiche degli attori economici che operano a livello internazionale, Ipsos ha lanciato Be-Italy, un’indagine internazionale sull’attrattività del Paese che si concentra su 3 aspetti:

 

be italy

Cos'é Be-Italy?

Be-Italy è un osservatorio multi-metodologico sull’immagine internazionale dell'Italia, sulla notorietà e valutazione dei brand italiani all'estero e il loro legame con l'immagine complessiva del paese. Attraverso il monitoraggio sistematico e l’analisi della reputazione del territorio italiano presso i cittadini stranieri (e italiani), Be-Italy fornisce informazioni strategiche in grado di sostenere l’attività di attori istituzionali o privati operanti nel mercato internazionale.  Integrando diverse metodologie di ricerca Be-Italy garantisce un punto di osservazione privilegiato sui trend consolidati ed emergenti. 

  • SONDAGGIO Un’indagine internazionale che indaga come viene vissuto il nostro Paese all’estero.
  • STAKEHOLDER Interviste in profondità ad attori economici che operano a livello internazionale.
  • WEB LISTENING Un’azione di ascolto della rete realizzata con TWIG srl per capire come si parla di Italia sui principali social network
  • CONSULENZA STRATEGICA Un supporto costante alle azione dei nostri clienti

Scarica qui la brochure informativa 

03 Apr 2017

TouchPoints: il tuo alleato nelle campagne cross-mediali

Nell’attuale ecosistema digitale popolato da una pluralità di piattaforme e device, gli utenti hanno un crescente controllo di come e quando utilizzare i media. Per sviluppare strategie media e strategie di brand efficaci serve quindi dotarsi di una visione unitaria dei comportamenti del consumatore alla quale agganciare gli atteggiamenti, sempre più frammentati, e spesso esplorativi e inediti, di fruizione cross-mediale.

In risposta a questa esigenza, la ricerca TouchPoints si pone l’obiettivo di descrivere e raccontare la vita del consumatore:

  • indagandone i comportamenti nella fruizione cross-mediale e nel path-to-purchase
  • esaminando come i media si inseriscono concretamente nella sua vita, nel «time budget» quotidiano (fotografando una settimana «tipo»)
  • registrando non solo i suoi atteggiamenti ma anche i suoi stati d’animo nei diversi momenti della vita quotidiana.

TouchPoints nasce nel 2006 in UK, dal 2015 Reality Mine acquisisce la licenza per utilizzare il marchio TouchPoints su scala internazionale. Nel 2016 lo studio è condotto per la prima volta in Italia e Ipsos Italia diventa partner commerciale di Reality Mine nella gestione dei dati.

I dati di TouchPoints Italia 2016 sono stati raccolti interrogando un panel di 1232 persone maggiorenni, rappresentativo della popolazione online.

Perché usare TouchPoints?

Grazie alla ricchezza di dati raccolti, TouchPoints può essere un ottimo alleato nella strutturazione di campagne cross-media efficaci, ben targettizzate e strategicamente posizionate. Inoltre l’utilizzo di TouchPoints permette di identificare le modalità più premianti con cui entrare in connessione con il proprio target (in termini di luogo, tempo, occasione, stato d’animo).

TouchPoints raccoglie dati anche in altri Paesi sia europei (es. Francia, Germania, Spagna, ecc.) che extra-europei (es. Usa, Canada, Russia, ecc.). Grazie alla partnership di Ipsos con Reality Mine è possibile, a richiesta, ottenere informazioni utili per il confronto con gli altri mercati.

Come funziona?

TouchPoints è uno strumento di rilevazione «in the moment» (indaga comportamenti media e interazioni con i brand a ridosso dell’esperienza, minimizzando lo sforzo del «ricordo») e «intelligente» (alleggerisce lo sforzo richiesto ai rispondenti raccogliendo informazioni anche in modo passivo)

TouchPoints ha 3 componenti

  • Mobile ediary: tramite app sul loro smartphone, a intervalli di 30 minuti, i panelisti indicano dove si trovano, con chi, attività svolte, media utilizzati, comportamenti di consumo, stati d’animo
  • Behavioural passive data: si rileva passivamente l’utilizzo di app sulla smarpthone dell’intervistato il (tempo trascorso, numero di sessioni, categoria/titolo app)
  • Questionario online: indaga attitudini e comportamenti (media, shopping, advertising, dotazioni tech)
29 Mar 2017

Ipsos interviene allo IAB Seminar Content Strategy

Il prossimo 7 Aprile si terrà lo "IAB Seminar Content Strategy: from Advertisers to Media Companies", un appuntamento organizzato da IAB Italia interamente dedicato all’approfondimento dei trend e delle best practices del Content Marketing.

Saranno tre i filoni tematici attorno ai quali si svilupperanno gli interventi in agenda: Branded Contents, Distribution&Content Strategy, Metriche e Misurazione. L’obiettivo sarà quello di fornire agli advertiser e a tutti gli operatori del settore uno scenario esaustivo sulle innumerevoli opportunità di questo segmento di mercato, attraverso la presentazione di dati di mercato, di  case histories di successo e best practices.  A condividere la propria esperienza professionale ci sarà anche Jennifer Hubber (CEO di Ipsos Italia) a cui è affidato il primo sul branded content.

Tanti ancora gli argomenti che verranno approfonditi tramite case history e interventi a carattere formativo e divulgativo, tra cui Logiche di Pianificazione, Efficacia, Scelte dei Formati, Native Programmatic, Viewability, Engagement e Reputation.

Ti aspettiamo il 7 Aprile al MiCo Ala Nord di via Gattamelata, Gate 14.

 

26 Mar 2017

Ricerche di Mercato: nel 2016 il fatturato cresce del 1,9%

Nel 2016 il fatturato del mercato delle Ricerche in Italia è cresciuto dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2015, raggiungendo i 477,6 milioni di euro. A trainare il comparto le ricerche continuative su panel (+9,1%) e le ricerche quantitative ad hoc (+3,0%). A rivelarlo è Assirm, l’Associazione degli Istituti di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, che ha presentato i dati congiunturali del proprio settore, coinvolgendo nella propria analisi un campione di 45 Istituti Associati.

Tra le ricerche su panel, crescono quelle destinate ai retailer (+1,4%) e in particolare i retail audit, che includono tutte le categorie di vendita al dettaglio. A mostrare segno negativo sono invece le ricerche su panel di famiglie e consumatori (-3,1%). Le ricerche quantitative ad hoc vedono la crescita dei sondaggi elettorali (+25%), complice il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Quasi altrettanto significativa è la crescita delle ricerche online (CAWI), che registrano un +14,4%. Male invece le rilevazioni di tipo telefonico (-1,1%) e le personali (-23,3%), nel cui declino si intravede l’impronta della rivoluzione digitale.

«Il settore delle Ricerche di Mercato sta attraversando un periodo di profondo rinnovamento» ha dichiarato il Presidente di Assirm Umberto Ripamonti. «I metodi di rilevazione si evolvono, poiché a evolversi è la società stessa. E in una società in cui il digitale si impone con sempre maggiore fermezza, gli strumenti della Ricerca non possono essere da meno. I dati sul nostro settore mostrano una generale ripresa a ogni livello. Si continua a investire nelle ricerche di mercato perché se ne riconosce il valore strategico per il business aziendale. Anche da parte dei nostri Associati si registra quasi ovunque un sentiment positivo verso questo 2017 appena iniziato. Basti pensare che il 49% ritiene che nel 2017 il fatturato sarà maggiore di quello del 2016».

Passando alle ricerche qualitative, l’indagine condotta dall’Associazione vede nelle indagini individuali online uno dei principali strumenti utilizzati per la rilevazione di dati, con una variazione dell’26,5% rispetto al 2015. Tra i settori finali della ricerca di mercato si è registrato un aumento di rilevazioni all’interno dell’ambito dei Media (libri, dischi ed entertainment), che ha registrato un +68,5%. Seguono Informatica, Elettronica e Internet (+20%) e la Pubblica Amministrazione (+14,6%); hanno invece perso terreno i Beni di consumo (-14,5%) e i Servizi alla collettività e alle imprese (-11,1%).

 

25 Mar 2017

#Worldwaterday - Lo studio internazionale Ipsos dimostra che siamo ben consapevoli del valore dell’acqua

Con l'hashtag #WORLDWATERDAY anche quest’anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite come momento per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione dell'acqua, per evidenziare la sua l’importanza e la necessità di preservarla e renderla accessibile a tutti.

Il tema proposto di questo anno è Waste Water: un’edizione che guarda al problema della gestione delle acque reflue da ridurre, depurare e riutilizzare secondo quanto prescrive l'obiettivo sostenibile 6.3 dell'Onu: “migliorare entro il 2030 la qualità dell'acqua eliminando le discariche, riducendo l'inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclo e il reimpiego sicuro a livello mondiale”.

Per l’occasione Ipsos ha condotto una ricerca a livello globale per capire quanto i cittadini di 24 paesi siano informati e consci del problema. A livello globale, la stragrande maggioranza di tutte le acque reflue provenienti dalle nostre case, città, industrie e lavorazioni agricole viene riversata nell’ambiente senza essere in alcun modo trattata o ripulita. E in molti sembrano essere consapevoli del problema. Infatti, solo il 34% del totale dei rispondenti afferma di essere convinto che le acque reflue nel proprio paese non rappresentino un pericolo per la fornitura di acqua pulita.

I paesi che maggiormente confidano nella buona gestione delle acque reflue (con più del 50% della popolazione che si dichiara fiduciosa) sono:

  • Ungheria 67%
  • Germania 60%
  • Gran Bretagna 52%
  • Svezia 51%

Al contrario, i paesi meno fiduciosi sono:

  • Italia 24%
  • Russia 22%
  • Turchia 22%
  • Corea del Sud 21%
  • Argentina 20%
  • Messico 19%
  • Brasile 17%
  • Colombia 17%

Guardando al futuro, la metà del totale dei nostri intervistati (48%) si dice preoccupata che l’attuale crescita industriale e demografica possa mettere a rischio nei prossimi 5-10 anni l’approvvigionamento di acqua potabile. I paesi che esprimono più preoccupazione (con più del 50% della popolazione che si dichiara preoccupata) sono:

  • Colombia 69%
  • Argentina 64%
  • Cile 64%
  • Peru 63%
  • Messico 63%
  • India 59%
  • Sud Africa 58%
  • Ungheria 56%
  • Corea del Sud 53%
  • Spagna 51%

Al contrario, quelli che esprimono meno preoccupazione (con meno del 30% della popolazione che si dichiara preoccupata) sono:

  • Germania 29%
  • Svezia 29%
  • Gran Bretagna 29%
  • Giappone 16%

“Sempre più, governi e organizzazioni del settore privato stanno mettendo in atto cambiamenti per permettere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile tracciati dalle Nazioni Unite fin dal 1993. Garantire il corretto trattamento delle acque reflue aiuterà i paesi a raggiungere l’obiettivo sostenibile 6.3 dell'Onu: ovvero migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua”. Commenta Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos, che continua: Questo studio internazionale Ipsos suggerisce che la maggior parte dei cittadini globali è cosciente del problema: infatti la maggioranza dichiara di non avere fiducia nei sistemi di trattamento delle acque reflue e solamente 2 intervistati su 10 si dicono fiduciosi che l’attuale crescita industriale e demografica nel proprio paese non metterà a rischio la fornitura d’acqua potabile nei prossimi 5 - 10 anni. Anche gli italiani sono abbastanza coscienti delle problematiche legate a questo tipo di inquinamento. A tal proposito è interessante notare che nonostante il Bloomberg Global Health Index indica l’Italia come il paese più sano su 163 analizzati anche grazie alla disponibilità di acqua pulita, gli italiani sono comunque sensibili alla necessità di preservare la quantità e qualità le risorse idriche. Infatti solamente il 24% dei nostri connazionali è convinto che l’attuale trattamento delle acque di scarico sia gestita in maniera efficace e non costituisca una minaccia alla tutela di quelle pulite”.

Scarica qui la ricerca completa

 

22 Mar 2017