Ipsos Mystery Shopping

Il Mystery Shopping permette di misurare in tempo reale la performance della propria rete/canali di contatto fornendo informazioni dettagliate sulla customer experience. E’ una valutazione dell’esperienza di un cliente con lo staff, con i servizi e i prodotti dell’azienda, e ne fornisce una misura oggettiva con risultati veloci e puntuali che permettono di correggere o premiare le differenti practice. Diverse aree aziendali possono beneficiare degli insight derivanti dalle indagini Mystery, in particolare:

  • Customer service - Controllo qualità
  • Risorse Umane
  • Marketing - Customer feedback
  • Training

 

Come funziona il mystery shopping? 

Disponiamo di una rete di Shopper specializzati e diamo la possibilità di avere dati in tempo reale che permettono la consultazione dei risultati a più livelli. Utilizziamo la piattaforma Ipsos online Shopmetrics che consente di gestire tutte le fasi dei progetti di ricerca in modalità Mystery, dal project management alla fase di reporting. Il nostro approccio è personalizzato sulla base delle esigenze dei nostri clienti, con un supporto continuo in termini di:

• definizione degli scenari di visita/ interazione

• determinazione dei criteri di valutazione e dei punteggi

• lettura dei dati (sia per singolo caso che nel complesso)

Poniamo inoltre un’attenzione particolare alla formazione dei nostri shopper e alla qualità e controllo dei dati, grazie sia alla piattaforma sia a un team di validatori qualificati.

 

Ipsos realizza i progetti di ricerca di mystery shopping tramite una piattaforma online integrat

La piattaforma permette di gestire tutte le fasi del progetto:

  • Caricamento dei questionari
  • Validazione e controllo dei dati
  • Reclutamento e selezione degli shopper
  • Visualizzazione dei risultati e di indicatori complessivi
  • Personalizzazione della piattaforma per i clienti

La reportistica online è disponibile al termine di ogni rilevazione e permette di:

  • Avere un cruscotto sull’insieme dei dati a livello aggregato e su specifici break di lettura
  • Ottenere ranking per le variabili di interesse
  • Realizzare grafici ad hoc e visualizzare il trend
  • Scaricare allegati /foto/video
  • Visualizzare la distribuzione di ogni singola domanda

 

Perchè Ipsos?

Con oltre 800 clienti Ipsos è la terza società di Mystery Shopping a livello mondiale. Disponiamo di una rete internazionale di oltre 150 esperti con oltre 1.000.000 Mystery Shops realizzati in un anno.

In Italia abbiamo una consolidata esperienza nelle ricerche di Mystery Shopping, Calling, Mailing e Social in più settori:

• automotive

• servizi finanziari

• multiutility

• stazioni ferroviarie

• largo consumo

• retail

• media

Ipsos è inoltre membro di MSPA (Mystery Shopping Provider Association) di cui adotta le linee guida.

 

18 Set 2017

Dall'ascolto della rete al Social Intelligence per generare Insight di Business

Il web offre un mondo di informazioni di grande valore non intercettabili dai metodi di ricerca convenzionali. Le conversazioni spontanee online sono ricche di Insights ed Ipsos ha voluto elevare la propria capacità di ascolto al massimo.

Le conversazioni spontanee siano ricche di Insights ed Ipsos ha voluto elevare la propria capacità di ascolto alla massima potenza attraverso la SOCIAL BUSINESS INTELLIGENCE.

Questo nuovo approccio va oltre il web-sentiment per analizzare in profondità le conversazioni generate ogni giorno da milioni di utenti utilizzando framework di ricerca ad hoc, in grado di presidiare dall’innovazione all’equity di marca, alle strategie di comunicazione, al path to purchase, al monitoraggio post-lancio.

Per essere sempre più al fianco dei propri clienti, Ipsos Italia ha attivato al suo interno una HUB dedicata al Social Business Intelligence, che fa capo a SMX  (Social Media Exchange) la divisione internazionale di Ipsos che si occupa in modo specializzato di community e ascolto della rete.

Con Ipsos SMX potrete connettervi in modo veloce e affidabile con i contenuti generati dai consumatori e catturare in tempo reale: i loro desideri e bisogni, la loro brand experience, ottimizzarne l’impatto ed individuare Insights per supportare la vostra strategia di crescita.

 

12 Set 2017

[EVENTO] Marketing Innovation Hub. La reputazione nella Digital Communication d’impresa

La rapida evoluzione tecnologica e la moltiplicazione dei touchpoint attraverso i quali il consumatore accede ai contenuti e all’offerta dell’impresa stanno rivoluzionando i paradigmi relazionali e di marketing delle imprese. Se da un lato vi è ampio dibattito sul rapporto tra la brand equity e la comunicazione in ambito digitale, un tema parimenti importante, ma meno dibattuto, è quello dell’evoluzione della reputazione dell’impresa in ambito digitale.

IPSOS, CRIET, LeFAC – TBS Group presenteranno il 13 ottobre 2017, alle 9:30 all’Università di Milano-Bicocca, il  “Marketing Innovation Hub. La reputazione nella digital communication d’impresa”.

Il convegno presenta i primi risultati di una ricerca di tipo qualitativo che si pone come obiettivo quello di analizzare come la gestione della reputazione aziendale stia cambiando alla luce della digitalizzazione, della comunicazione omnicanale e della seamless experience del consumatore.

La ricerca, inserita nell’ambito del progetto Marketing Innovation Hub, sarà l’occasione per confrontarsi con accademici, professionisti ed esperti di settore. Il convegno prevede anche una duplice tavola rotonda con aziende leader di mercato che hanno fatto della reputazione un loro asset competitivo. Interverranno i referenti di Procter & Gamble, Cuki, Coca-Cola, Kellogg, Regione Sardegna, Intesa San Paolo, Nestlé, Carrefour e Costa Crociere.

La partecipazione all’evento è gratuita. Per iscrizioni: marketing.innovation.hub@unimib.it

 

05 Set 2017

Ipsos Flair: il clima del Paese a metà anno

Anche quest’anno Ipsos, a ridosso delle vacanze estive, presenta alcune riflessioni sul clima economico, politico e sociale del nostro paese. Utilizzando la vasta massa di informazioni a nostra disposizione, derivante dalle nostre indagini, abbiamo cercato di descrivere il momento che stiamo attraversando. È la fotografia di un paese in stallo, immerso in una condizione complessa, che ancora non risente dei segnali di ripresa che sempre più si vanno rinforzando. 

Un paese che non sembra trovare uno sbocco politico e che rischia di votare con una legge che non consentirà maggioranze. Ancora una volta è un’istantanea preoccupata quella che fissa la condizione attuale dell’Italia. È però una foto in divenire: la ripresa, appunto, insieme al complesso riposizionamento politico in corso, possono cambiare le cose. Per questo vi diamo appuntamento a fine anno, con la nostra tradizionale e più corposa edizione di Flair.

 

23 Ago 2017

Wealth Insights: il nuovo modo di guardare alla ricchezza e agli investimenti

È  nato un nuovo modo di guardare alla ricchezza e agli investimenti degli italiani, che unisce le indagini demoscopiche Ipsos e l'analisi, le previsioni e la conoscenza dell'industria del risparmio di Prometeia. Un approccio di reale supporto al business di banche, assicurazioni e asset manager, con i temi "caldi" per gli operatori del settore.

Hot topics aprile 2017

Leggi l'articolo di Atlante

09 Ago 2017

Il Planogramma perfetto: il nuovo Ipsos Point of View

Nel corso dei numerosi incontri con le imprese che vengono a visitare il nostro supermercato-laboratorio uno degli argomenti maggiormente dibattuti è il planogramma, o meglio, le idee e le convinzioni che riguardano le posizioni migliori sugli scaffali, quelle “che fanno vendere di più”.  Rendendomi conto che vi sono diversi punti di vista sull’argomento abbiamo pensato che valesse la pena di aggiungere il nostro che deriva dalle registrazioni visive fornite dall’Eye-Tracker che utilizziamo ormai da due anni.

Infatti da due due anni Ipsos ha inaugurato il Behavioral Shopper Lab, un vero e proprio supermercato dove i nostri clienti possono testare le proprie innovazioni misurando in un ambiente reale le performance. Le misurazioni effettuate tramite gli occhiali Eye Tracker sono in grado di stabilire in maniera affidabile e chiara se il nostro touchpoint viene visto e se la visibilità si trasforma poi in atti d’acquisto.

Tra le tante cose, abbiamo quindi studiato approfonditamente come si muovono gli occhi di un consumatore quando si avvicina allo scaffale di una categoria a fronte di una missione d’acquisto che prevede di comprare un prodotto da quello scaffale. La precisazione è d’obbligo perché nel caso di acquisto d’impulso, o meglio, non programmato,  il meccanismo è piuttosto diverso e probabilmente lo analizzeremo in un prossimo paper.

Per poter studiare il fenomeno abbiamo indagato un numero molto elevato di casi, oltre 3.800, relativi a 24 studi su 14 categorie diverse tra alimentari confezionati, prodotti per la casa e per la cura della persona. Infatti solo analizzando un elevato numero di missioni d’acquisto il comportamento visivo dei soggetti diventa statisticamente stabile e ci permette di fornire le evidenze che qui riportiamo.

Che cosa abbiamo scoperto?

La cosa forse più importante che abbiamo capito è che vi sono diverse fasi “visive” nell’approccio della categoria da parte dei consumatori sino al momento della scelta.  Anche qui ci sono numerose eccezioni ma possiamo semplificare i comportamenti mediante questa tabella:

Planigramma Ipsos

 

 Avvicinamento allo scaffale

Nella prima fase il comportamento visivo è molto variabile e si focalizza sulla identificazione della categoria. I consumatori sono ancora lontani ma cominciano a riconoscere, tramite alcuni prodotti “chiave”, la categoria interessata. Ad esempio se nella missione d’acquisto è indicato Bibite Gasate l’identificazione dello scaffale può avvenire tramite alcune rapide fissazioni sulle grandi bottiglie di Coca Cola nere e rosse. L’associazione Marca Chiave – Categoria è molto semplice e rapida e ci consente di comprendere quale è la categoria contenuta nello scaffale in cui vediamo, seppur da lontano,  le marche più conosciute. Il risultato di questa fase è quindi il riconoscimento della categoria e il contemporaneo movimento verso di essa: cambio direzione, sposto il carrello, evito gli ostacoli e mi avvicino progressivamente ai prodotti.

Comprensione della logica dello scaffale

Una volta che abbiamo deciso di dirigerci verso lo scaffale siamo in movimento, e, da un punto di vista visivo, è come se facessimo uno zoom progressivo sulla categoria man mano che ci avviciniamo ad essa. Il nostro cervello è impostato per rendere tutto il più efficiente possibile per cui i nostri occhi viaggiano sullo scaffale in modo da semplificare il processo di selezione e scelta cercando di identificare le parti che ci interessano.

Analisi e scelta

In questa fase il nostro comportamento visivo si concentra sulle zone che precedentemente sono state “mappate” come pertinenti rispetto alla intenzione. Anche qui  il processo avviene tramite il riconoscimento delle marche note ma entrano in gioco anche le novità e la capacità dei prodotti ad attirare l’attenzione. 

Per maggiori approfondimenti scarica il nuovo Ipsos Point of View "Il planogramma perfetto". 

04 Lug 2017

The Most Influential Brands 2017: Boomers vs Millennials

A seguito del grande successo ottenuto dall’edizione 2016 dell’evento di presentazione della classifica “The Most Influential Brands”, IPSOS presenta anche quest’anno nel corso di un incontro dedicato, i risultati dell’indagine condotta a livello globale per comprendere l’impatto delle marche sulla nostra vita quotidiana. Lo studio “The Most Influential Brands 2017” emerge rispetto alle edizioni precedenti per il particolare focus che ha riservato alle differenze generazionali nel rapporto che i consumatori instaurano con i brand. Quest’anno infatti, con l’obiettivo di dare maggiore spazio alla figura del consumatore, l’indagine ha insistito su uno dei fattori determinanti nella percezione e nella scelta delle marche: l’appartenenza a un particolare cluster generazionale. In quest’ottica, i risultati della ricerca sono stati declinati su due specifici target: i Millennials (9 milioni di Italiani fra i 22 e i 34 anni) da un lato e i Boomers (15 milioni di italiani fra i 52 e i 70 anni) dall’altro. La selezione dei due cluster è stata dettata dalla rilevanza delle peculiarità che li caratterizzano, infatti, iMillennials rappresentano i consumatori del futuro, da conquistare e fidelizzare già a partire dalle prime scelte compiute, mentre i Boomers, oltre ad essere il target con la più ampia capacità di spesa, custodiscono la memoria storica delle marche e per questo, mantengono con esse relazioni altamente emozionali.

Principali differenze fra i due cluster nell’approccio a mezzi di comunicazione, consumo e marche

Prendendo in considerazione i mezzi di comunicazione e il rapporto che Boomers e Millennials hanno con essi, le differenze principali si ravvisano non tanto nella preferenza del mezzo, quanto nella modalità di fruizione. In generale, i consumatori più giovani sono più distratti durante l’utilizzo dei vari media e lo sono in particolar modo quando il medium di cui stanno fruendo è la televisione. Considerando invece i criteri di selezione dei prodotti, i Millennials sono più attenti a recensioni e prezzo, mentre i Boomers attribuiscono maggior valore alle marche e alla genuinità. Inoltre, nel vero e proprio rapporto con i brand, se la considerazione nei loro confronti è trasversale fra i due gruppi, questi ultimi differiscono per i motivi che li spingono alla scelta di un marchio. I Millennials sono infatti più sensibili alle raccomandazioni di famiglia, amici ed esperti, mentre i Boomers valutano importante la reputazione della marca.

I “Most Influential Brands 2017” e le evidenze emerse

Lo studio è stato svolto alla fine dello scorso anno in 19 paesi, e in particolare in Italia, dove è stato intervistato online un campione rappresentativo di 4.000 adulti. Gli intervistati sono stati invitati ad esprimere la loro percezione nei confronti di un panel di 100 brand selezionati in base a quote di mercato, investimenti pubblicitari e rilevanza complessiva sullo scenario nazionale.

Le categorie merceologiche e lo spazio che occupano nella vita di Boomers e Millennials Le categorie merceologiche coinvolte nell’indagine includono: food, automotive, travel, device, retail, digital-social, sport-fashion, tv & entertainment, telco, banking – insurance, QSR & supermarket, alcoholic drinks, soft drinks, editoria, coffee, utilities e betting. Dall’analisi generazionale sull’influenza dei brand in base alla categoria di appartenenza emergono due classifiche differenti. I Millennials hanno un’affinità particolare con le categorie 1) digital-social, 2) device,3) telco, 4) travel, 5) retail e 6) food. Dall’altra parte, i Boomers riservano più spazio nel loro quotidiano a 1) device, 2) digital-social, 3) retail, 4) food, 5) coffee e 6) TV & entertainment.

I driver dell’influenza fra Boomers e Millennials

Sono cinque, secondo Ipsos, i fattori chiave* che determinano l’influenza di una marca sulla vita quotidiana dei consumatori. Cinque dimensioni a cui sono stati attribuiti dai rispondenti diversi livelli d’importanza: 1) Engagement (coinvolgimento), 2) Leading edge (innovazione, capacità di far tendenza), 3) Trust (fiducia,affidabilità), 4) Corporate citizenship (impegno e ruolo sociale), 5) Presence (presenza). Se però ci si concentra sugli specifici target generazionali, è possibile notare come per i Boomers il primi fattori discriminanti siano la fiducia e la Corporate citizenship, mentre per i Millennials i driver più rilevanti siano Engagement e Propensione all’innovazione (Leading edge). Criteri di preferenza testimoniati anche dall’attribuzione di aggettivi evocativi ai singoli brand in modo più o meno preponderante. È interessante riscontrare, infatti, come i consumatori maturi abbiano definito più frequentemente con aggettivi di affidabilità, fiducia e impegno sociale marche note per l’heritage storico come ad esempio Mutti, Lavazza, Parmigiano Reggiano e Rana. Dall’altro lato invece, i pubblici più giovani, a conferma di quanto emerso, hanno identificato in modo più ricorrente, con aggettivi riferiti all’innovazione e al coinvolgimento, aziende dalla storia più recente come ad esempio AirBnb, Ryanair, Instagram e H&M. Per quanto sia evidente una polarizzazione netta rispetto all’età dei target di riferimento per molti brand presenti in classifica, l’indagine Ipsos ha anche evidenziato una zona franca, comprendente alcune marche capaci di prescindere dal fattore “età” e di accomunare la scelta di due cluster così differenti fra loro. Ne sono esempio brand che coniugano tratti volti al futuro con elementi d’indiscussa solidità, fra gli altri, Nike, Whatsapp e Huawei.

Ogni giorno ognuno di noi interagisce con una pluralità di marche e queste esercitano su ciascuno un impatto diverso, a seconda delle nostre caratteristiche personali e delle loro peculiarità. Il nostro obiettivo è quello di definire quanto i brand sono in grado di polarizzare l’interesse del consumatore in base ai tratti che li caratterizzano, in modo da fornire spunti di riflessione utili all’instaurazione di un rapporto intenso e duraturo con il proprio target di riferimento ”, commenta Jennifer Hubber, CEO Ipsos Italia, che continua: “Dall’indagine di quest’anno sono emerse evidenze chiave nell’approccio delle diverse generazioni alle marche, evidenze illustrate e commentate in modo molto efficace dai consumatori stessi e da alcuni dei brand protagonisti”.

 

LA TOP 10 GENERALE E LE SINGOLE BASATE SU BOOMERS E MILLENNIALS

Specchio della società dei nostri giorni la classifica dei primi dieci brand particolarmente riconosciuti dai consumatori italiani per la loro influenza, racconta una sempre più spiccata affezione per la dimensione tecnologica della vita quotidiana. Una dimensione in cui i brand che ne sono emblema fungono da
facilitatori di relazioni e processi e si rendono sempre più indispensabili per ognuno di noi. 

Ecco dunque i 10 brand che a livello generale risultano i primi per influenza in Italia:

The most influential brands

 

Ma non è tutto, infatti, visto il particolare focus dell’indagine di quest’anno, la top 10 dei Most influential Brands 2017 varia a seconda del cluster di consumatori considerato. Benché la classifica di Millennials e Boomers presenti molti punti di congiunzione, incarnati da brand con un asset valoriale ed una proposition
tanto forte da prescindere il fattore generazione, metà dei posizionamenti risultano differire proprio in funzione di questo fattore. 

Ecco le Top 10 declinate in base ai due differenti cluster:

The most influential brands boomers e millennilas
12 Giu 2017

Mamme dal mondo: conoscere e conquistare le mamme straniere che vivono in Italia

Mamme dal Mondo è uno studio multiclient messo a punto da Ipsos in collaborazione con Fondazione Ismu, uno dei principali think tank riguardo al fenomeno delle migrazioni internazionali e alla multietnicità, sul diventare ed essere madri straniere in Italia.

Gli obiettivi conoscitivi dello studio rispondono a quattro grandi macro aree:

  1. Aspettative pre-nascita e vissuto post-nascita
  2. Rapporto con le marche legate al mondo dell’infanzia
  3. Modalità di acquisizione di informazioni sul diventare madri, sull’accesso ai servizi e sulle pratiche di cura dell’infanzia
  4. Il rapporto con le istituzioni e i servizi 

Mamme dal Mondo è articolato tramite un approccio integrato che si nutre di diversi contributi. L’indagine mira ad offrire un quadro molto esaustivo ed aggiornato su questo target, con possibilità di delineare strategie comunicative e piani di marketing specifici: 

  • Delineare lo scenario  analisi desk sulle famiglie straniere in Italia (nascite, consumi e abitudini) a cura di Fondazione ISMU
  • Osservare e studiare 25 interviste etnografiche (5 città e 5 etnie)
  • Quantificare i risultati 600 interviste personali CAPI di 30 minuti suddivise in 4 macro etnie

Scarica qui la brochure informativa.

 

11 Giu 2017

Indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia

Un miliardo e 200 milioni di euro: è la stima del danno all'economia italiana secondo la ricerca realizzata da Ipsos per la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (Fapav) presentata il 5 giugno a Roma presso la Casa del Cinema. Dalla ricerca emerge che il 39% degli adulti italiani ha commesso almeno un atto di pirateria (film, serie o programmi) nel 2016.

Tra gli adolescenti, target in cui la pirateria appare più diffusa (51%; anche se con meno titoli piratati), la consapevolezza del danno e dell’illegalità è più bassa: l’81% non ritiene di causare gravi danni (contro il 75% degli adulti) e circa un terzo non lo ritiene un reato.

La pirateria si pratica soprattutto perché vi è un’elevata disinformazione sui danni che questa crea all’industria cinematografica nel suo complesso ed un’assenza di percezione dell’impatto sul tessuto economico-sociale italiano di cui gli stessi pirati sono parte.

 

07 Giu 2017

Sponsor Value Summit 2017: i ritorni delle sponsorizzazioni

Il 29 maggio si è tenuto presso il TIM Space di Milano lo Sponsor Value Summit 2017, l'evento che ha come protagonisti i dati Sponsor Value sul mercato del  benessere, delle  sponsorizzazioni culturali e delle  trasmissioni  di intrattenimento, nonché i ritorni economici e di comunicazione delle sponsorizzazioni sportive. Ha aperto il Summit l'intervento del Presidente di StageUp Federico Gaetano che ha illustrato i motivi e i contenuti del rinnovo della ultradecennale Partnership SPONSOR VALUE tra Ipsos e StageUp (tra le aziende di riferimento a capitale italiano nella ricerca e consulenza nello sport, la cultura e l'intrattenimento) finalizzata a fornire ai player del mercato le informazioni di planning e post evaluation utili a massimizzare l’efficacia e l’efficienza degli investimenti nello sport, nella cultura, nello spettacolo, nel product placement, negli eventi autoprodotti. Sono successivamente intervenuti:

Nando Pagnoncelli (Presidente IPSOS) 15 anni di Sponsor Value: trend e futuro dell'interesse e della pratica sportiva.

Gli italiani stanno sempre più diventando un popolo attento nei comportamenti collegati alla salute e alla qualità della vita. Perno di questo cambiamento è la pratica sportiva che continua a crescere seppure presenti margini per un ulteriore incremento come testimonia il gap rispetto ai paesi più virtuosi all'interno dell'Unione Europea. In particolare la ricerca SV ACTIVE SPORT evidenza come la pratica abituale di un’attività sportiva a livello non agonistico rappresenti la nascita di un vero life-­‐style del XXI secolo. Lo testimoniano i 19,1 milioni di italiani attivi tra i 15 e i  64 anni (48% della popolazione). Le attività protagoniste di questo nuovo life-­‐style sono quelle all'Aria Aperta come running e ciclismo (8,1 milioni di praticanti, 48% del totale) e quelle di Well-­‐ Being come pilates e yoga (4,6 milioni, 24% del totale). Solo terzo il calcio con 4,4 milioni di praticanti (23%) con dominanza del Calcio a 5 e non di quello a 11.  

Giovanni Palazzi (Consigliere Delegato STAGEUP) 15 anni di Sponsor Value: se e quanto rende sponsorizzare

 Il mercato della sponsorizzazione in Italia, contrariamente a quello mondiale, ha risentito fortemente della crisi nel periodo 2009-­‐2013 con una contrazione del 33% che ha colpito in particolare gli accordi con valenza nazionale lasciando pressoché invariati gli accordi con valenza di comunicazione  globale  come  quelli  dei  principali  club  di  Serie  A.  Lo  Sport  è  leader  per investimenti con una quota del 60% (calcio di vertice 39%) seguito da Utilità Sociale e Cultura e Spettacolo. Quest'ultimo segmento però, negli ultimi due anni, appare come il più dinamico e destinato  a  crescere.  L'analisi  comparata  dei  dati  2001-­‐2017  della  ricerca  SPONSOR  VALUE evidenzia  la  forte  crescita  della  fruizione  digitale  (pc/tablet/smartphone)  degli  eventi:  Serie  A  + 30%, Formula Uno +19%, MotoGp +20%. Il media televisione tradizionale rimane centrale nell'affermazione e nel consolidamento di uno sport. Lo testimonia la Serie A che vede anche oggi una fruizione dominante della "Tv in Chiaro" (50%) e della "Pay-­‐Tv" (47%). L'analisi dell'efficacia delle sponsorizzazioni alla luce dei dati SPONSOR VALUE del periodo 2001-­‐2017  evidenzia la necessità  di  pianificare  attentamente  gli  investimenti  con  analisi  demoscopiche  multi-­‐cliente  le uniche in grado di fornire un corretta analisi differenziale dei ritorni. A prova di questa necessità basta osservare che le main sponsoriship di un top team di MotoGp ottengono una notorietà compresa tra l'8 e il 16% a fronte di investimenti dei diversi sponsor comparabili tra loro. Ancor più evidente il medesimo dato in un club medio di Serie A dove la forchetta della notorietà ottenibile da un main sponsor è compresa tra lo 0,5 e il 6%.

Andrea Alemanno (Group Director IPSOS) Un patrimonio di possibilità: perché sostenere eventi culturali e di intrattenimento.

Gli eventi culturali, dopo il rallentamento della crisi economica, si riaffermano come centrali nella vita degli italiani. L'ultima rilevazione SPONSOR VALUE del mese di maggio 2017 evidenzia un rilevante interesse degli italiani adulti (15-­‐64 anni) per Mercatini di Natale dell'Alto Adige (47%), Domenica al Museo (45%), Eurochocolate (41%), Carnevale di Venezia (41%), Salone Internazionale del Libro di Torino (36%), Giornate di Primavera del FAI (35%), Fiera dell'Artigianato  di  Milano  (33%),  Carnevale  di  Viareggio  (33%).  Se  all'interesse  in  Patria  si aggiunge la conoscenza nelle diciotto maggiori nazioni al Mondo delle principali manifestazioni culturali e spettacolistiche italiane come il Festival del Cinema di Venezia, il Carnevale di Venezia, la Scale di Milano e Il Festival di Sanremo, si appalesa la centralità di eventi, festival e istituzioni cultuali per la crescita del turismo e, più genericamente, per la ripartenza dell'Italia. A titolo di esempio si ricorda che nel 2015 l'indotto economico sul territorio di Lucca del Lucca Summer Festival (organizzato dal 1998 in luglio nel centro di Lucca), calcolato con il modello GEOVALUE, è pari a 12 milioni di euro di cui 4,8 provenienti dall'estero.

L'evento ha visto inoltre la partecipazione di Cristiano Habetswallner (Responsabile Sponsorizzazioni TELECOM ITALIA) e Fabrizio Paschina (Head of Advertsing and Web INTESA SAN PAOLO).  Habetswallner con  l'intervento "  TIM:  evoluzione  di  un  modello  di  sponsorship"  ha narrato l'evoluzione degli obiettivi, della strategia e dei risultati ottenuti dal sistema di sponsorizzazioni di TIM negli ultimi 20 anni. Paschina con la presentazione "Il fattore X nelle sponsorizzazioni: perché investire in cultura e spettacolo" ha condiviso le motivazioni e i risultati ottenuti con la sponsoriship, da poco rinnovata, della trasmissione "X Factor". 

E' disponibile, previa richiesta all'indirizzo info@stageup.com, un estratto delle presentazioni effettuate dai relatori. Mentre per scoprire la vasta offerta di Ipsos e StageUp e la nuova linea Sponsor Value, clicca qui

 

30 Mag 2017