Gli italiani e la nuova legge sui sacchetti ultraleggeri

Il 5 e il 6 ottobre l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha invitato la GDO a partecipare a due giornate dedicate alle “Nuove sfide del reparto ortofrutta“. Durante la seconda giornata è stata presentata la ricerca IPSOS sulle nuove tendenze degli italiani nei consumi e nelle diverse soluzioni di packaging e i nuovi provvedimenti sull’imballo degli alimenti sfusi. 

La ricerca: "Gli italiani e la nuova legge sui sacchetti ultraleggeri"

Il 66% degli italiani acquista la frutta e verdura al supermercato nonostante il canale preferito di acquisto sia il fruttivendolo (33%) e più dell’80% preferisce comperarla sfusa perché ritenuto più sano. I sacchetti per il confezionamento di frutta e verdura sono usati dall’80% degli italiani che fanno la spesa al supermercato e il 58% di essi si dichiara pronto ad accogliere favorevolmente l'introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile. E’ quanto emerge dal rapporto di ricerca integrato I “I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta” presentato il 6 ottobre all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo da Nando Pagnoncelli e Luisa Vassanelli. Il rapporto di ricerca è uno studio integrato composto da una ricerca qualitativa e una ricerca quantitativa, con 1.000 interviste CAWI (Computer-Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni. Il rapporto evidenzia un netto cambio di paradigma nella sensibilità ambientale della popolazione: le persone si mostrano più attente sia come atteggiamento che negli stili di vita. Il 71% degli italiani ritiene che, rispetto al passato, vi sia un’attenzione maggiore anche al riciclo dei materiali, e difatti, in 10 anni, le dichiarazioni sulle abitudini di raccolta registrano forti incrementi percentuali (+45% per l’umido, +34% per le pile; +33% per i farmaci). Il consumatore si rende conto che sono in atto cambiamenti importanti, poiché ormai è forte l'esigenza di mettere fine a comportamenti che impattano sulla salute del pianeta ed ognuno è chiamato a fare la propria parte. Infatti, rispetto all’attribuzione di responsabilità sulla creazione delle “garbage trash”, il 70% degli intervistati si auto-colpevolizza. Emerge anche la volontà di spendere qualcosa in più per un prodotto che salvaguardi ambiente e occupazione; solo una quota residuale del campione (16%) non si trova d’accordo. A fronte di questa accresciuta consapevolezza, la direttiva europea relativa all'introduzione dei sacchetti per il primo imballo alimentare (frutta e verdura, gastronomia, panetteria, pescheria, macelleria) in materiale biodegradabile e compostabile, recepita dall’art. 9 bis d.l. n. 91/2017 (c.d. decreto Mezzogiorno), viene accolta con favore dal 58% degli italiani che la ritiene la naturale conclusione di un ciclo virtuoso iniziato nel 2011. Sul tema del pagamento di tali sacchetti, il 71% ipotizza un esborso economico mentre circa un intervistato su tre (29%) si dichiara assolutamente contrario. In ogni caso, il 59% valuta il costo di 2 cent per sacchetto del tutto accettabile; mentre una minoranza (13%) si dichiara in disaccordo. Peraltro, una forte apertura di credito all’acquisto a pagamento viene fornita dalla prospettiva occupazionale, che incontra il favore della quasi totalità del campione (86%), purché supportata efficacemente da un messaggio credibile e onesto (65%). Al di là delle reazioni più irrazionali, le ipotesi di cambiamento di abitudini a seguito dell’introduzione dei sacchetti a pagamento, si orientano in pratiche molto pragmatiche ma l’elemento che rileva il più sensibile incremento dall’indagine dello scorso gennaio è quello del riutilizzo dei sacchetti per la raccolta dell’umido (+10punti percentuali), a conferma del beneficio funzionale introdotto dal nuovo materiale, che soddisfa l’anima utilitaristica del consumatore. La comunicazione, giocherà un ruolo chiave: dovrà essere fortemente coinvolgente sul piano emotivo. Dovrà essere capace di coinvolgere ed attivare le coscienze (già) sensibilizzate dei consumatori dando enfasi al fine ultimo e rendendo partecipi di un progetto comune. Secondo Alessandro Ferlito, responsabile commerciale di Novamont, “un dato emerge su tutti dalla ricerca: per il consumatore il sacchetto, sia esso per asporto merci che frutta/verdura oggi è, a tutti gli effetti, un servizio perché non esaurisce la sua funzionalità nel singolo gesto di trasporto e perché portatore di valori rispetto all’ambiente. Gli italiani sono pronti alla nuova direttiva ma chiedono più qualità e più informazione e la GDO,che da sempre è sensibile a questa domanda, saprà certamente rendersene interprete”.

16 Ott 2017

Ipsos lancia DUEL: una nuova dimensione alla nostra comprensione

Ipsos continua a percorrere la strada dell’innovazione lanciando su scala globale DUEL, un nuovo approccio metodologico per i test di screening che sfrutta a pieno i più recenti apprendimenti provenienti dalle scienze comportamentali e dalla psicologia cognitiva per catturare le reazioni dei consumatori. Scontrando gli stimoli direttamente uno contro l'altro, DUEL consente di misurare le preferenze dei consumatori derivati non soltanto dalle risposte fornite ma anche dal tempo di risposta alle domande (Implicit Reaction Time). Sulla base della velocità di risposta si misura infatti l'intensità della convinzione dei consumatori. Utilizzando un approccio veloce, intuitivo e soprattutto 100% device agnostic, DUEL può essere utilizzato per testare claim, loghi ed elementi grafici con tempi di restituzione dei risultati inferiori anche alle 24 ore.

DUEL è molto simile a un duello virtuale, con le possibili alternative che si scontrano l'una contro l'altra sullo schermo. Gli intervistati vedono due alla volta una serie di immagini e devono scegliere rapidamente quella che preferiscono senza ricorrere a scale di risposta predefinite. I soggetti vincitori vanno al round successivo finché non viene scelto il vincitore del duello finale. Questo approccio combina così le preferenze esplicite dei consumatori ma anche le loro reazioni intuitive tramite il tempo di scelta. Combinando questi due tipi di dati, abbiamo sviluppato un approccio veramente rivoluzionario che aggiunge una nuova dimensione alla nostra comprensione.

 

Ipsos Duel

 

Jennifer Hubber, CEO Ipsos Italia, commenta: "Siamo entusiasti del lancio di DUEL. È la prima soluzione a sfruttare la misura dei tempi di reazione degli intervistati in modo rapido, economico e scalabile globalmente. Molti dei nostri clienti hanno già sfruttato DUEL per i loro test e sono stati felici della velocità, della facilità e della robustezza dei risultati ".

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04 Ott 2017

«La nuova via della Cina», l’indagine promossa dalla Fondazione Intercultura con Ipsos

Sempre più studenti italiani a lezione di cinese: sono 279, pari all’8% del totale, le scuole secondarie di secondo grado che hanno attivato un corso di cinese, per un totale di circa 17.500 studenti coinvolti. È quanto emerge dalla ricerca «La nuova via della Cina», promossa dalla Fondazione Intercultura con Ipsos e presentata oggi a Roma, nell’ambito dell’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca.  

l cinese si studia per lo più negli Istituti di istruzione superiore Iis (74%), più in dettaglio nei licei, nel nord Italia (46%) e soprattutto nelle scuole di grandi dimensioni, con più di 40 classi (56%). Nella metà dei casi (48%) si è affermato come materia curriculare (inizialmente era il 35%), coinvolgendo in media 4 classi per istituto per circa 3,6 ore a settimana. A insegnarlo sono in media 1,9 docenti per scuola, sia italiani che madrelingua. Il 41% ha già inserito il cinese tra le materie dell’esame di maturità. 

Da un sondaggio svolto su 501 ragazzi di 14-19 anni emerge che per coloro che considerano la conoscenza delle lingue straniere strumento fondamentale per il successo professionale (46%), il cinese è al secondo posto (10%), subito dopo l’inglese (29%) e prima di spagnolo (7%) e tedesco (6%). Tra cinese, giapponese, arabo e russo, il 32% dei ragazzi opterebbe per lo studio del cinese, percentuale in aumento rispetto alle risposte raccolte in un’indagine del 2006 (21%).  

 

03 Ott 2017

Immigrazione: il forte impatto a livello mondiale

A tutti è evidente che il tema dell’immigrazione sarà uno degli elementi centrali della prossima campagna elettorale per le elezioni politiche.

Che sia un tema caldo è confermato dai risultati di un’indagine IPSOS “Global Views on Immigration and the Refugee Crisis” condotta 25 paesi del mondo, tra cui l’Italia. Va ricordato che l’indagine è stata svolta nel mese di luglio, prima cioè che si evidenziassero gli effetti della contrazione dei flussi di immigrazione nel nostro paese a seguito degli interventi del Ministero dell’Interno.

La preoccupazione degli italiani è elevatissima e si avvicina a quella di paesi che hanno una forte presenza di migranti come la Turchia. Non solo abbiamo la netta percezione che gli immigrati siano troppi (66%), ma siamo anche convinti che l’immigrazione abbia cambiato in peggio il nostro paese, rendendolo un posto dove è meno gradevole vivere (63%).

È molto interessante osservare che ci si preoccupa più dell’impatto dei costi sui servizi pubblici (58% pensa che la spesa pubblica per gli immigrati sia eccessiva) che non dell’impatto sul lavoro (per quanto 47% pensi che la presenza di immigrati abbia reso difficile trovare lavoro per gli italiani). Il tema della spesa pubblica sarà quindi molto influente: la percezione è che la presenza di immigrati renderà più difficile agli italiani accedere ai servizi e ai sostegni sociali. Anche per questo, nonostante le affermazioni frequenti del Presidente dell’Inps Boeri, solo il 15% pensa che l’immigrazione sia utile per la nostra economia.

La preoccupazione per l’afflusso di migranti è sostenuta anche dall’idea che tra di essi si possano rifugiare terroristi, come ritengono più di tre quarti degli intervistati.

L’Europa è, come era da aspettarsi, drasticamente criticata per il suo comportamento in questa situazione critica (anche qui ricordiamo che l’indagine è stata condotta prima della sentenza sulla redistribuzione dei rifugiati e della proposta di revisione del trattato di Dublino): solo 9% degli italiani valuta positivamente l’operato UE, stroncato invece dal 59% (la percentuale più altra tra i principali stati europei).

Anche l’operato del governo nazionale è criticato, con solo poco più di un quarto che ne apprezza gli interventi. Da rilevare che solo Ungheria e Serbia evidenziano un apprezzamento maggioritario di quanto fatto dal proprio governo. Si tratterà di verificare se il drastico calo degli sbarchi modificherà o meno le opinioni dei nostri connazionali.

14 Set 2017

BeItaly: l'indagine Ipsos sull’attrattività del Paese

Per dare supporto alle scelte strategiche degli attori economici che operano a livello internazionale, Ipsos ha lanciato Be-Italy, un’indagine internazionale sull’attrattività del Paese che si concentra su 3 aspetti:

 

be italy

Cos'é Be-Italy?

Be-Italy è un osservatorio multi-metodologico sull’ immagine internazionale dell'Italia, sulla notorietà e valutazione dei brand italiani all'estero e il loro legame con l'immagine complessiva del paese. Attraverso il monitoraggio sistematico e l’analisi della reputazione del territorio italiano presso i cittadini stranieri (e italiani), Be-Italy fornisce informazioni strategiche in grado di sostenere l’attività di attori istituzionali o privati operanti nel mercato internazionale.  Integrando diverse metodologie di ricerca Be-Italy garantisce un punto di osservazione privilegiato sui trend consolidati ed emergenti. 

  • SONDAGGIO Un’indagine internazionale che indaga come viene vissuto il nostro Paese all’estero.
  • STAKEHOLDER Interviste in profondità ad attori economici che operano a livello internazionale.
  • WEB LISTENING Un’azione di ascolto della rete realizzata con TWIG srl per capire come si parla di Italia sui principali social network
  • CONSULENZA STRATEGICA Un supporto costante alle azione dei nostri clienti

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03 Apr 2017

Lo stato degli enti locali in Italia

Siamo arrivati alla tredicesima edizione della newsletter semestrale redatta da Ipsos sul clima del Paese e le valutazioni degli italiani circa i propri enti locali. Il semestre appena trascorso conferma le inquietudini segnalate nel corso dei primi sei mesi del 2016.  Alcuni degli indicatori rilevati da Ipsos evidenziano la tenuta di un minor pessimismo nel Paese, rispetto ai momento più difficili della crisi economica, altri invece confermano la sensazione di un rallentamento di marcia. 

Ad una congiuntura internazionale tuttora complessa (terrorismo internazionale, costante preoccupazione per i fenomeni immigratori, difficoltà dell’Europa, crescita dei movimenti anti-sistema), si è aggiunta a fine anno la crisi politica nostrana innescata dall’esito del referendum costituzionale, lasciando un clima di profonda incertezza nel Paese circa i possibili sbocchi futuri.

Le percezioni circa la propria qualità della vita restano su valori simili a quelli dei semestri precedenti, risalgono lievemente le valutazioni degli intervistati circa l’operato delle proprie amministrazioni locali. Ancora una volta la capacità di individuare guide “sicure” al Paese, sia a livello centrale, sia nelle sue articolazioni locali sarà determinante per riportare l’Italia verso un sentiero di stabilità e di crescita.

La Banca dati Ipsos Public Affairs

La Banca dati Ipsos Pa è composta da indicatori che consentono di misurare il clima economico e sociale del Paese. Il nostro istituto rileva con frequenza settimanale, per un totale di oltre 40.000 interviste all’anno, il giudizio sullo stato dell’economia del paese, la previsione riguardo la propria situazione personale e le aspettative nei confronti del welfare.

Con frequenza mensile, per un totale di circa 10.000 interviste annue, vengono rilevati i problemi più urgenti in Italia e nella propria zona, il giudizio sulla qualità della vita, la sua evoluzione (percepita) nel corso del tempo, il giudizio sull’operato delle amministrazioni locali, regione e comune.

La Banca dati Ipsos Pa consente un livello di analisi territoriale per ampiezza del comune di residenza, area geografica e, per i dati rilevati con frequenza settimanale, anche per le principali regioni italiane*.

Scarica qui il documento completo. 

 

* Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia.

06 Mar 2017

Ipsos Flair 2017: la realtà su misura

Ipsos Flair, arrivato alla sua settima edizione, è la pubblicazione che espone il punto di vista di Ipsos sulla situazione, clima e sentiment del nostro paese.

Il volume di quest’anno, che si intitola “Italia 2017: una realtà su misura”, è dedicato all’analisi e alla lettura di un mondo che diventa sempre più complesso e sfuggente, sempre più sfaccettato e individualizzato. Una realtà su misura anche per sottolineare come quest’ultima viene percepita dagli italiani contemporaneamente minacciosa e attraente, indecifrabile e amichevole, terrorizzante e confortante in una costante ambivalenza interpretativa nella quale, sempre più spesso, l’altro e il diverso è vissuto come un nemico.

Gli Italiani si trovano intorno alla difficoltà nel governare il loro rapporto con la realtà, una realtà che in particolare vivono come un’aggressione. Aggressione esterna, portato di fattori esogeni o percepiti come tali. Sotto un certo aspetto la globalizzazione, l’Europa, la crisi economica, i flussi migratori provocano reazioni sempre più incattivite difficili da controllare. Ma anche fattori endogeni, primo fra tutti il tema della difficoltà della politica a farsi carico delle sofferenze sociali, commenta Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia, che continua: In sostanza è stato questo il segnale mandato dal voto referendario. I ceti più esposti alla crisi, i segmenti del ceto medio che si impoveriscono, le realtà periferiche, hanno votato no.”

In questo mondo così complesso e bifronte le persone si ritagliano un pezzo di realtà confortevole, una propria e personale confort zone evitando per quanto possibile che il resto che confligge entri nella propria vita. Per difendersi, per non soccombere ad una società sovracomunicata, disarticolata, gli individui si creano dunque una bolla nella quale accomodarsi. È il fenomeno dell’individualizzazione ma anche dell’omofilia, della ricerca del simile e la negazione del diverso.

In questo nuovo paradigma i soggetti che avevano funzione sociale, come la politica e le rappresentanze intermedie, vengono progressivamente a mancare nelle loro funzioni e autorevolezza. Al contempo le marche, adesso portatrici di valori e vissuto reali anche grazie alle nuove strategie di comunicazione, giocano sempre più un ruolo politico e sociale.

“I brand hanno sempre più un ruolo attivo nella società, sono spesso veicoli di valori all’avanguardia, punti di riferimento, ma anche compagni di strada, amici o nemici. Ma con al centro, sempre, la liberazione delle spinte individuali in una realtà non etichettabile. È un percorso di libertà da un lato, ma appunto con il rischio di lacerazione dei legami. Tenere insieme i due aspetti è la sfida”, commenta ancora Nando Pagnoncelli.

SCARICA QUI IL VOLUME COMPLETO.

16 Gen 2017

Quality Lifers: l'osservatorio sul mondo degli over 50

Più attivi, relazionali, capaci e desiderosi di partecipare attivamente alla vita sociale e di essere attori anche di scenari di consumo. Fondamentali ammortizzatori sociali che garantiscono servizi indispensabili ai figli, in molti casi consentendo loro di non uscire dal mercato del lavoro. Soggetti con redditi solidi e bisogni articolati e peculiari alla loro fase di vita, a cui il mondo del consumo, della distribuzione e della finanza sta guardando con estremo interesse.

Questa la fotografia scattata dall’Osservatorio Quality Lifers, lo studio condotto da Ipsos sulle tendenze nel mondo degli over 50, un target demograficamente in crescita che si sta rapidamente evolvendo nei bisogni, nelle abitudini e nelle preferenze. Secondo l’ISTAT, infatti, la composizione della popolazione italiana si modificherà profondamente con una crescita dell’incidenza degli anziani: nel 2065 si prevede che gli ultrasessantacinquenni, che oggi pesano per il 22%, raggiugeranno il 33%. E la speranza di vita media passerà dagli 85 anni di oggi per le donne, a 91,5 anni e per gli uomini da 80 a 87 anni circa. “In questo contesto diventa fondamentale per le aziende avere una conoscenza approfondita ed intercettare sempre più precocemente i segnali di cambiamento e verso quali nuove direzioni questo target si sta muovendo per poter tarare adeguatamente le strategie di crescita, le azioni di marketing e comunicazione future. L’osservatorio mira proprio a questo obiettivo: descrivere gli over 50 dal punto di vista del loro ruolo nella società, del loro impegno, del capitale sociale che hanno a disposizione, fornendo così una visione a 360° di questo segmento”, commenta Luisa Vassanelli, head of Innovation.

Dall’osservatorio Ipsos emerge con chiarezza che i nuovi anziani sono molto sprint, vitali, ‘diversamente giovani’ con un approccio progettuale alla vita: sono ancora abbastanza in salute, i figli sono ormai adulti e fuori casa, hanno disponibilità economica soprattutto per coltivare i propri interessi. Hanno anche imparato a familiarizzare con passatempi e strumenti del tutto nuovi. Fanno sempre più uso di internet perché non vogliono privarsi di alcuna opportunità. Su internet cercano attivamente informazioni, fanno acquisti e organizzano viaggi. Un quinto degli ultra 65enni usa abitualmente social network, con una predilezione per Facebook. E’ un target competente perché ha molta esperienza pregressa alle spalle nonché tempo per informarsi continuamente (anche online).

Lato consumi, il 20% dei 50-64enni e il 13% degli ultra 65enni sono consumatori edonisti, per i quali lo shopping è prevalentemente un piacere, si concedono regali anche acquistando il superfluo, comprano prodotti che li attraggono senza badare troppo al costo e cercano nel prodotto emozioni positive. Hanno le disponibilità economiche, il tempo e le energie mentali da dedicare alle loro scelte di acquisto: trascorrono quasi il doppio del tempo di una persona in attività lavorativa presso un supermercato e amano alternare il canale offline con quello online.

Nel loro tempo libero si dedicano a svariate attività: raddoppia la percentuale degli over 65 che praticano sport in modo continuativo. Parallelamente si riduce di 10 punti percentuali il segmento di coloro che in questa fascia di età non pratica alcuna attività sportiva. Negli ultimi 10 anni aumentano gli over 65 che usufruiscono di attività culturali. Dal teatro, al cinema, ai musei, ai concerti fino anche alle discoteche, ogni attività di svago vede un aumento di presenze da parte degli anziani. Sempre più coinvolti in attività legate all’associazionismo, l’ultimo decennio segna un aumento degli anziani attivi gratuitamente soprattutto in associazioni di volontariato, con un crescita di oltre 3 punti percentuali. Stesso andamento relativamente alle donazioni verso associazioni. In ultimo partecipano più spesso a riunioni di associazioni cultuali. Tutto questo ci dice come i comportamenti e le attese di questo segmento siano diversi e in qualche caso molto diversi dallo stereotipo dell’anziano isolato e marginale. I Quality Lifers sono un segmento che ha una vita di relazione più ampia delle generazioni precedenti, sono più connessi e hanno un reddito che in larga parte ha consentito loro di far fronte alla crisi senza particolari traumi, come Istat certifica”, commenta Luca Comodo, Direttore del Dipartimento di Public Affairs di Ipsos. 

L’Osservatorio Quality Lifers si propone come valido strumento a supporto, grazie ad un disegno di ricerca completo e solido, composto da diversi moduli:

  • Una fase motivazionale - interviste etnografiche e colloqui con opinion leader - Per delineare gli aspetti motivazionali e di vissuto profondo rispetto all’identità di senior, al suo essere cittadino e consumatore di beni e servizi, identificando le tendenze future per il target.
  • Analisi desk dei dati di indagini continuative IPSOS - per raccontare la relazione del target con la politica, il clima sociale, la crisi, la religione e l’informazione.
  • Analisi desk dei dati strutturali (Inps, Istat, Eurostat) - per tracciare un profilo del target in termini di stile di vita, condizioni di salute, tempo libero, pensione, lavoro, fruizione culturale.
  • Una fase quantitativa su un campione ampio - 2000 interviste per fotografare e descrivere i segmenti che compongono l’articolato mondo degli over 50, nella loro relazione con la società, nelle loro interazioni, nel loro capitale sociale. Questo permetterà di effettuare una segmentazione del target, fornendo così gli strumenti per ri-clusterizzare i campioni di successive indagini.

 

13 Gen 2017

Tifo in Italia: Napoli astro nascente degli ultimi cinque anni

Secondo la ricerca “Sport Fans” (realizzata dal 2004 da StageUp e Ipsos sull'universo 14-64 anni) il Napoli è il club che ha registrato la crescita più significativa dei tifosi negli ultimi cinque anni (stagione 2010/11 vs 2015/16).

I fan partenopei sono infatti passati da 1.809.000 nel 2011 a 2.910.000 nel 2016, con un incremento del 61%. Seguono il Napoli, il Bologna (211.000 tifosi nel 2011 e 334.000 nel 2016, +58%) e la Lazio (passata da 425.000 a 622.000 tifosi, +46%). La supremazia del Napoli nasce dai risultati ottenuti ma anche dall'affermarsi di nuovi eroi rappresentativi del Team, dal Presidente De Laurentis, a campioni come Higuaìn e Callejòn.

Numero dei tifosi e simpatizzanti al termine della stagione 2015/16

Al termine della stagione 2015/16, Sport Fans, conferma la Juventus come squadra più amata dagli italiani, con i suoi 8.316.000 i tifosi, seguita dal Milan (4.201.000), Inter (3.934.000), Napoli (2.910.000) e Roma (1.906.000). Il bacino del tifo bianconero si conferma nazionale: appena il 13% dei tifosi risiede in Piemonte, il 17% nel Nordest, il 14% al Centro e il 40% al Sud e sulle Isole.

La Roma capeggia la classifica dei simpatizzanti, è cioè il Team verso cui più si orienta il sostegno dei tifosi dopo quello per la squadra del cuore. I Giallorossi sono in testa con 3.405.000 preferenze (di cui il 55% donne), seguiti dalla Juventus (3.081.000), dal Milan (2.637.000), dal Napoli (2.601.000) e dall’Inter (2.572.000). La performance dei giallorossi trova certamente spunto, anche in termini di target, dalla notorietà e dalla simpatia unisex di Francesco Totti. Il "Capitano" secondo la ricerca “Top Star” è infatti il calciatore in attività più conosciuto, con una notorietà spontanea del 97%.

Tifo, acquisto dei pacchetti televisivi e ricordo degli sponsor

 “Sport Fans” è realizzata unitamente (single source) con la più nota ricerca “Sponsor Value”, l'Auditel degli eventi sportivi che analizza la loro forza comunicazionale e commerciale. Questo permette, caso unico nel mondo delle ricerche sul calcio, di approfondire i comportamenti commerciali dei tifosi sia nel loro complesso che in relazione ad uno specifico bacino di club.

Tra gli innumerevoli dati possibili di particolare interesse vi è il comportamento in relazione agli abbonamenti televisivi pay: i tifosi che spendono di più per vedere in tv la loro squadra sono quelli della Roma. Il 54% dei tifosi romanisti possiede almeno un pacchetto televisivo a pagamento, seguiti dai fan del Bologna (48%) e dell’Atalanta (47%).

Da sottolineare anche la percentuale di tifosi che ricorda spontaneamente lo sponsor principale della propria squadra che è in media del 55%, con un’opinione sul brand sponsor molto più positiva della media della popolazione nazionale.

«La ricerca “Sport Fans” spiega Federico Gaetano, presidente di StageUp – evidenzia che la vicinanza ad un club calcistico, contrariamente a quanto usualmente si tende a pensare, è un fenomeno sottoposto a cambiamenti nel corso del tempo. L’analisi sui trend degli ultimi cinque anni riteniamo interpreti il desiderio degli italiani di assistere a Campionati contraddistinti da equilibrio e spettacolo. E' in questa prospettiva che premiano il Napoli e la Roma come competitori delle grandi del Nord e vedono con grande simpatia club medi ambiziosi e ben gestiti come Bologna e Torino. E' importante sottolineare che "Sport Fans", unica ricerca in ambito calcio, permette di approfondire il rapporto tra tifo e comportamenti commerciali, un elemento essenziale per la ricerca dell'equilibrio economico dei club attraverso la ricerca del gradimento di prodotti e servizi esistenti ma anche con l'individuazione di nuove esigenze e opportunità di sviluppo"

 

29 Dic 2016

In-Store Activation: come funzionano e come valutarne l’efficacia

Da oltre un anno Ipsos ha inaugurato il Behavioral Shopper Lab, un vero e proprio supermercato dove i nostri clienti possono testare le proprie innovazioni misurando in un ambiente reale le performance delle proprie innovazioni. Le misurazioni effettuate tramite gli occhiali Eye Tracker sono in grado di stabilire in maniera affidabile e chiara se il nostro touchpoint viene visto oppure no e se la visibilità si trasforma in atti d’acquisto. La modalità di reclutamento è “blind” per cui i consumatori non sono al corrente di che cosa si sta testando ma vengono invitati a effettuare una spesa seguendo una lista. Alla fine della missione d’acquisto i consumatori vengono poi intervistati per approfondire i temi dello studio.

Le nostre nuove metriche, espressamente studiate per questa metodologia di raccolta dati, sono in grado di restituire la performance di ogni materiale / visual / display, fornendo indicazioni precise corredate da una diagnostica molto ricca e presentata con videoclip e analisi visuali.

Dai numerosi studi condotti nel nostro laboratorio abbiamo imparato alcune cose:

  1. Le shelf activation non devono confondere il consumatore. Abbiamo notato che se su uno scaffale la Marca esagera nell’uso di messaggi, ad esempio mettendo troppi materiali, il consumatore ha una reazione negativa data dai troppi stimoli che deve decodificare. Quindi OK alle attivazioni a scaffale ma molto ben realizzate e non sovradimensionate.
  2. I punti vendita sono dei media ma non delle scuole di educazione per consumatori. Quando si cerca di “educare” gli shopper utilizzando i POP material per scrivere lunghi e complessi messaggi si ottiene spesso un risultato negativo perché in un supermercato l’esperienza deve essere fluida e i messaggi semplici e diretti. Per educare i consumatori c’e’ la pubblicità tradizionale e il Web che funziona molto meglio a questo scopo.
  3. Gli extra display funzionano moltissimo ma attenzione alla realizzazione. Un espositore fuori scaffale deve attirare l’attenzione su una brand che di norma si trova in un’altra posizione nel supermercato; quindi il punto sostanziale è la Brand. È lei che comanda e guida la visibilità. Spesso si vedono espositori in cui vi sono decine di elementi (foto, disegni, scritte, payoff, etc) che rubano lo spazio alla marca; ebbene noi vi consigliamo di dare grande spazio alla marca, ogni elemento in più renderà più difficile il riconoscimento a distanza del vostro materiale espositivo.
  4. Prodotti, prodotti e ancora prodotti. Negli extra display a volte si predilige la realizzazione della parte esterna a discapito della visibilità dei prodotti contenuti. È un errore perché l’occhio dei consumatori è allenato a riconoscere il prodotto e la Brand prima di ogni altra cosa. Quindi il suggerimento è di lasciare molto spazio visivo ai prodotti contenuti negli extra display ad esempio contenendo le parti laterali.

Con un laboratorio attrezzato e con le metriche in-Store di Ipsos è possibile misurare in maniera precisa quale mix di attivazioni funziona meglio e quanto uplift si ottiene rispetto a diverse alternative. Ogni touchpoint viene misurato singolarmente in particolare rispetto alla capacità di attrarre l’attenzione e di convertire la visibilità in pickup.

In questo nuovo Ipsos Point of View Carlo Oldrini spiega con quale meccanismo funzionano le attività In-store.

 

Per maggiori informazioni, contatta:

carlo oldrini
Carlo Oldrini - Vice President Ipsos Marketing
email:carlo.oldrini@ipsos.com 

 

 

02 Dic 2016